LUCCIOLE PER LANTERNE

Sabato domenica 29-30 maggio 2010
in anno 154 post Freud amicum natum

 

Sermo brevis.

La forma più generale del far prendere lucciole per lanterne è il far prendere L’Amore per amore:
è l’omicidio senza ancora sangue che cola.

In cui la vittima di oggi è l’aguzzino di domani.

Dapprima obbligato a rispondere in nome dell’amore, poi torturerà in nome dell’amore per ottenere risposta.

É il caso di scoprire L’Amore del torturatore:
che è molto irritato quando mi sottraggo al sequestro, e mi tiene sequestrato almeno in agenda, o in mente.

L’agenda può essere eterna, semplicemente perché ci casco:
non avevano torto le vecchie Madri quando dicevano “Quando sarò morta capirete!”, li avevano in pugno, avevano il senso del Potere eterno, o della melanconia.

Notevole il senso del Potere assoluto delle Madri con la Maiuscola, sanno di avere in pugno anche “Dio” perché l’Eterno, una volta costituito, lo domina con il suo infame Mistero.

É il caso di “in principio erat mendacium”, e non conosco quasi pensatori che abbiano trovato da ridire sul principio:
men che meno Platone, che ci tiene ancora in pugno, colti e analfabeti, fuori e dentro la caverna.

Chi è senza platonismo scagli la prima pietra!

 

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