UN’OBIEZIONE, E LA BIBBIA

Il mio articolo di ieri ha ricevuto un’obiezione:
là dove dicevo che non mi sento migliore di altri, cosa cui peraltro tengo in quanto superiorem non recognoscens.

Certo, per superiorem non recognoscere
− il che non si oppone all’autorità legittima, ossia non è vandalo né anarchico –
occorre non essere asserviti alla e servitori della patologia, che è l’unico superior, super-io.

Non mi sogno neppure di toccare il “Cielo” con il dito, né la sciocchezza, già biblicamente condannata da “Dio”, di toccar“lo” con una stupida torre.

Se ci abbiamo provato, è solo perché la lingua si era già confusa prima, de-menzialmente.

Mi si allunga sempre più la lista dei luoghi biblici in cui sono descritti dei tratti psicopatologici, ma anche dei tratti sani:
insomma, nella Bibbia prevale ancora la nevrosi.

venerdì 30 aprile 2010

 

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