IL BAMBINO FETICCIO, O LA PEDOFILIA (ANCORA?!)

Credevo di avere finito, invece ancora!, ma perché è tanto importante?

Mi è stato domandato perché definissi come feticismo, ossia una perversione, la pedofilia:
sarò breve.

Anni fa, in un saggio per un libro di Einaudi sul feticismo, lo descrivevo-definivo così:
il feticcio non è le mutande della ragazza, è le mutande invece della ragazza, e anche contro:
per l’atto intellettuale di sostituzione è sufficiente l’esservi stata contiguità, maggiore o minore, dell’oggetto (qualsiasi) al sesso femminile:
mutande, calze, reggiseno, scarpe, la romantica deliziosa (!?) lettera nascosta in seno.

Ebbene, tutti sanno che la medesima e maggiore contiguità – e “intimità”, brrr! – l’ha avuta il bambino (utero, vagina e genitali esterni nel parto, seno nell’allattamento):
per il passaggio del bambino a feticcio non occorre altro, basta e perfino ne avanza.

Non scomodo mezzo Freud riguardo al bambino, piuttosto rammento un articolo in cui qualcuno si interrogava su perché il feticismo − oggi aggiungo la pedofilia − sembri prevalentemente o esclusivamente maschile, e rispondo:
perché, limitandomi alla pedofilia, questa è primariamente materna, e solo secondariamente maschile:
intendo non delle donne, né delle madri come donne che semplicemente hanno concepito con un uomo, ma di “La Madre” come essenza o sostanza di cui molte donne hanno la disgrazia di diventare l’incarnazione, con susseguente perdita di donna e uomo.

Ho accennato sopra che nel feticismo sono condensate sostituzione della donna e ostilità alla donna:
idem nel bambino-feticcio, oggetto su cui si condensano mistificatoria “filìa” e sadismo:
ho già scritto di Gilles da Rais, recentemente in “Perversione: contro-pensiero, non contro-natura”, lunedì 8 marzo.

Presenterò presto il Max Ernst della Vergine che sculaccia il Bambino, superbo!

Scrivo anzitutto per gli anti-pedofili:
ma dove hanno la testa?:
attenzione all’antipedofilia delle Madri!, “che orrore!”, “al mio bambino!”:
si dice lanciare il sasso e nascondere la mano.

Dicono che perfino “Dio” ci amerebbe come La Madre ama il Bambino (wow!).

Lunedi 12 aprile 2010

 

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