PASQUA-PULSIONE

PASQUA 2010
in anno 153 post Freud amicum natum

[Riprenderò martedì 6 aprile.]

Nell’inventare
− o scoprire?, discussione non troppo interessante: in fisica la massa è invenzione o scoperta? −
la “pulsione”, Freud non ha fatto certo l’esegeta biblico, cioè non ne ha fatto una metafora dell’Esodo e della Pasqua ebraica, poi e diversamente Pasqua cristiana:
nella pulsione orale però mantiene identico il pensiero o nesso tra patto o legame sociale soddisfacente-salvifico, risolutivo, e il cibo.

Nè inverto la direzione della metafora, semplicemente la Pasqua è pulsione orale.

Collego “salvezza” con soddisfazione semplicemente perché, senza questa, quella non è una parola seria, o peggio.

La portata sociale e temporale della “pulsione” in Freud è non minore di quella della Pasqua:
contrariamente a molti psicoanalisti che l’hanno ricondotta all’interiorità, come pure hanno trattato lo “psichico” come interiore:
ma da quando in qua una legge di moto, scientifica o giuridica, è interiore?

Chi ha la pulsione orale?:
la Bibbia − l’artificio più antico − predestina a ciò gli Ebrei, e chi altri?:
vedetevela con l’ “ardua sentenza”, o saremo sempre dei “posteri”?

Non crederemo davvero che tutti l’abbiano per natura
− assicurata dalla natura come dallo Stato o dalle Assicurazioni −,
la pulsione non è natura bensì artificio proprio come l’Edipo, beato chi ha l’una e l’altro.

Nell’anoressia mentale
− il primo fenomeno della quale è il ritiro dalla tavola ancora prima che dal cibo −,
viene meno il legame sociale patto-cibo, ossia il legame sociale come legame a tre (almeno) e non a due (innamoramento) o a massa (carne da macello o macellaio senza io).

Poi, anzi prima, dalla tavola viene ritirata la mente, ossia l’anoressia è davvero e anzitutto mentale.

L’amore è essere trattato bene, e proprio nel nesso patto-cibo:
ognuno sarà poi ingannato, a partire da bambino, quando sbucherà fuori da un buco mistico la parola “amore” come presupposto al nesso patto-cibo:
nesso che, in quanto buon trattamento, è il solo caso in cui la parola “amore” può ricorrere onestamente.

Tra cibo e parola (come fatto materiale, non la mistica “La Parola”), c’è simultaneità temporale con prossimità sensoriale, come tra bocca e udito.

 

THINK!

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Potrai ricevere ogni mattina il Think! del giorno.
Potrai gestire la tua iscrizione in modo autonomo e, se vuoi, cancellarti in qualsiasi momento.

Riceverai ogni mattina l'ultimo articolo pubblicato!
Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Potrai ricevere ogni mattina il Think! del giorno.
Potrai gestire la tua iscrizione in modo autonomo e, se vuoi, cancellarti in qualsiasi momento.

Riceverai ogni mattina l'ultimo articolo pubblicato!
Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Su questo sito molte funzionalità sono rese possibili dall’uso di cookie (tecnici o di terze parti) che vengono installati nel Suo dispositivo.
Per l’uso dei cookie di terze parti abbiamo bisogno del Suo consenso: per sapere quali usiamo e come gestirli può leggere la nostra COOKIE POLICY e decidere liberamente quali attivare o come bloccarli; in questo caso alcune funzionalità potrebbero non essere più disponibili.