EREDITÀ E SEVERITÀ

All’erede piace almeno ciò che piace a suo padre.

Se poi gli piace ciò che piace a cento altri, avrà cento padri, senza avarizia né invidia:
perché porre limiti all’eredità?, tenuto anche conto che tra i cento altri cui piace possono anche darsi delle altre:
l’eredità non soggiace a limiti sessuali (“in terra salica mulieres …”).

Ripropongo, visti i tempora e i mores in politica e morale:
l’articolo di ieri, “Ostaggi”,
e quello di giovedì u. s., “La pedofilia che viene da lontano”.

A conclusione di quest’ultimo, io sarei stato cento volte più severo del Papa, domandando urbi et orbi, e ai cristiani per primi:
“Chi di voi non è pedofilo scagli la prima pietra”.

Con un progresso rispetto all’antica frase:
infatti l’adultera non è pedofila, e neppure il “prete indegno”
− ahimè anzi ahinoi, questa espressione ancora presente nella mia infanzia è poi scomparsa, dalla filoginia alla misoginia ben peggiore che “maschilista” −:
il peccato di pedofilia è una neoproduzione storica, la corruzione della pedo-filia nella ped-agogia.

L’erede non è soggetto né oggetto di pedofilia.

lunedì 22 marzo 2010

 

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