L’ANTITRUST

“Ma cosa ti viene in mente?”, “Cosa vai a pensare?”, “Cosa dici?”, “Bada a te!”:
ma, con le parole stesse del censore, del ricattatore, del minacciatore, la psicoanalisi(-divano) fu, dando loro quel seguito che dal contraddittorio censore era proibito.

Non diversamente per il pensiero (che io chiamo “de natura”) che significa “starci con la testa”, senza eccezione o omissione né sistematizzazione, fuori dal divano:
pensiero che per esempio mi ha mosso l’articolo di ieri, in cui mi è venuta in mente la correlazione non bizzarra posta nel titolo:
“La fede e l’orgasmo femminile”che ripropongo oggi.

L’Enciclopedia inedita cui lavoro è il campo aperto del pensiero:
libero perché pensiero, cosa impensata dalla moderna “libertà di pensiero”:
ecco perché la modernità e postmodernità censura Freud, sistematizzandolo come “Psicologia” anziché riconoscerlo come Filosofia, finalmente filos cioè amica (del pensiero).

É attualissimo parlare del credere, non fosse che a partire dall’osservazione che continuiamo, ancora e ancora, a credere senza critica qualsiasi cosa:
che esiste la sessualità, più in generale l’istinto che include anche quello di conservazione, che mangiamo per vivere e non viviamo per mangiare, che amiamo, che speriamo, che i bambini sono innocenti, che esiste ancora il progresso, che abbiamo un’assicurazione provvidenziale sulla scienza così come gli abbienti hanno un’assicurazione sulla vita, che abbiamo delle esigenze o domande prima delle offerte, che reale sia almeno il dolore, che sono vere almeno le dichiarazioni di sofferenza, che abbiamo un sistema di riferimento sia pure imperativo o ossessivo, che il PNL non è una mascherata con-creduta, crediamo di credere e che qualcuno creda, et coetera:
tutte credenze – pessimistiche – che trovano la loro derivazione logica dal non averci messo la testa, ossia dall’essere “di risulta” dall’abdicazione al pensiero.

Crediamo biecamente e piamente qualsiasi cosa, oggi più di prima, pur di non sapere, incluso il sapere che e se c’è qualcosa da credere.

Si è arrivati a arruolare la Scienza a monopolizzare il sapere:
con Freud e altri io rappresento l’Antitrust.

Milano, 27 gennaio 2010

 

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