La nostalgia è la lingua che batte sul dente che doleva:
il principale oggetto della nostalgia è la guerra:
milioni di esperienze, e una non meno sterminata letteratura e cinematografia, lo attestano sterminantemente:
anche in materia di amore e non solo di guerra guerreggiata:
parlo della melanconia.
Il desiderio prepara un posto occupabile da qualcuno che saprà essere degno di approfittarne (siamo a corto di adprofittatori):
c’è intercambiabilità dei posti:
è un dispositivo a sorpresa logica, di cui mancano quei dispositivi logici che sono gli algoritmi (tra questi quelli militari sono solo un caso particolare).
Sorpresa non è stupore, angoscia sedata dal taglio della testa.
Desidero un regno di se-duttori e ad-profittatori, di gente che ci sta con la testa che ci mette.
Milano, 22 dicembre 2009