IN STATU NASCENTI

Dal 25 dicembre 2009 al 6 gennaio 2010
in anno 153 post Freud amicum natum

 

Letture in statu nascenti
1° Lo Stamm freudiano
2° Oddìo Dio!
3° Ben fatto, amico mio!
4° Carta-e-matita, e: Youniversity
5° Religion ’n’ Roll
6° Per modo di dire (III), e: Casi a modo

1° Lo Stamm freudiano

In statu nascenti, questa “Società Amici del Pensiero” risponde  all’auspicio formulato da Freud (lettera al Pastore Oscar Pfister del 25 novembre 1928):

“Non so se Lei ha colto il legame segreto tra l’‘Analisi laica’ e l’‘Illusione’.
Nella prima voglio mettere l’analisi al riparo dai medici, nell’altra dai preti.
Vorrei consegnarla a un ceppo che non esiste ancora:
un ceppo di curatori d’anime mondani che non hanno bisogno di essere medici
e si possono permettere di non essere preti.”

“Ich weiss nicht, ob Sie das geheime Band
zwischen der ‘Laienanalyse’ und der ‘Illusion’erraten haben.
In der ersten will ich die Analyse vor den Ärzten, in der anderen vor den Priestern schützen.
Ich mőchte sie einem Stamm übergeben, der noch nicht existiert:
einem Stamm von weltlichen Seelsorgern, die Ärzte nicht zu sein brauchen
und Priester nicht sein dűrfen.”

2° Oddìo Dio!

3° Ben fatto, amico mio!

4° Carta-e-matita, e: Youniversity (II)

5° Religion ’n’ Roll

6° Per modo di dire (III), e: Casi a modo

Per finire
In statu nascenti
come Istituzione non Movimento

Il pensiero bene costituito è esso  stesso Istituzione, non Movimento:
non è Movimento perché fa movimento, moto del corpo nell’universo con una legge che superiorem non recognoscit:
la nostra era di “Movimenti” manca il pensiero nella sua forza pacifica di Istituzione esso stesso:
è desiderabile farla finita – la “Storia” è bloccata su questo punto – con il dualismo Istituzione/Movimento, che lascia l’individuo allo stato di poverocristo malridotto dalla prima (chiamata “Ordine vigente”), e ridotto a qualche libera uscita dal secondo (che poi finirà per farsi Istituzione esso stesso, eccetera).

L’amicizia del pensiero è lavoro libero (non la patetica “creatività”), sanzionato premialmente non salariato, non “sudore della fronte”, occupazione senza minaccia di disoccupazione.

Si tratta di ridisegnare tutte le mappe, le mappe dei rapporti, una geografia politica in capo e mano a ognuno:
era con queste stesse parole che designavo nel 1994 il progetto nascente dal pensiero di natura (prima edizione del libro omonimo).

Il tutto con mano leggera:
per esempio, fa un tale lavoro anche una persona che ogni Natale mi regala champagne, indubbiamente pensando (bene) che questo mi aiuterà nel lavoro (è anche un persona che scrive).

Freud ha scritto la prima mappa dell’esperienza come mappa universale a sede individuale:
in cui erano distinte 1. una topica, 2. una economica, 3. una dinamica:
che attraverso la formulazione del pensiero di natura in quanto legge di moto ho precisato come 1. diritto (in cui è distinto un Primo diritto di cui l’individuo è attore giuspositivo), 2. economia (con salute economica e patologia diseconomica), 3. logica (c’è una contraddizione che sfugge alla storia della Logica):
una tale mappa fa l’individuo un’Istituzione a titolo non minore delle Istituzioni:
entra almeno in crisi la distinzione ipocrita tra persona fisica e persona giuridica.

A qualcuno potrà sembrare comico, a qualcun altro folle, ciò che ne consegue:
ossia che la relazione dell’individuo con le altre Istituzioni, in forza della illimitatezza della sua mappa, è una relazione concordataria di cui è la san(t)a sede:
i suoi Patti, non lateranensi, sono unilaterali (perché l’altra Istituzione non è all’altezza di intenderli e volerli) ma validi.

Né comicità né follia, perché il Diritto comunemente inteso ammette già tale sede come giuridicità:
lo fa nell’ambito del Permesso giuridico, il quale riconosce come già giuridico, ossia autorizzato cioè autorevole cioè dotato di potere giuridico, ogni atto che non sia espressamente proibito:
radicalizzo fino ad annotare che è il Permesso giuridico a fare Diritto il Diritto:
l’Utopia è quell’Ordine(-disordine) non giuridico che tende a escludere il Permesso, cioè l’individuo come Istituzione e san(t)a sede:
la patologia ha la medesima tendenza, facendo dell’individuo un mendicante.

Milano, 25 dicembre 2009-6 gennaio 2010

 

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