DILEMMA DEL PORCOSPINO

I due fili elettrici non si tengono in contatto né stretto né lasco, e in ciò dimostrano buon senso, non però il nostro quando lo abbiamo.

Questo Dilemma impazza nella Psicologia, accademica e non, dopo che Freud lo ha valorizzato:
per saperne bastano pochi minuti su Dio-Google, in ogni caso lo ha scoperto Freud (“Psicologia delle masse e analisi dell’io”, § 6) in “Parerga e paralipomena” di A. Schopenhauer, “Paragoni, parabole e favole”, Boringhieri, pp. 1395 segg.

Dilemma, ma di chi? bisogna chiedersi, per ottenere subito la risposta:
è il dilemma del “nevrotico”, che poi anzi prima non è un dilemma ma un compromesso, una gravitazione non newtoniana, solo umana e non porcospinica (nell’umanità c’è molto porco, ma nessun porcospino):
lo dicevano meglio, senza compromesso-bis animale, Ovidio, Marziale, Tibullo con varianti:
nec tecum nec sine te vivere possum,con riferimento, nel loro caso, all’amante(partner)-donna, ma riferibile a ogni partner.

Do ora un po’ di scolastica:
l’amore è, non contatto ma rapporto, legame sociale aperto contingentemente al contatto (la contingenza è affidata al piacere del partner, auspicabilmente con prudentia da parte sua):
il contatto sessuale è una contingenza che vive del rapporto che non fa.

2° c’è poi – invito a fare attenzione – non il “narcisismo” ma il dis-amore (come “dis-agio”), cui accettiamo di assegnare anche, a livello lessicale, il nome “narcisismo” tra eventuali altri:
da molti anni raccomando di non fissarsi al lessico, e osservo che la fissazione al lessico fa gruppo, un legame sociale nocivo ovvero non in-nocente, e “narcisistico”:
il dis-amore, detto anche “narcisismo”, è non-rapporto, un genere che ammette due specie o varianti:
a. il puro contatto (psicosi con oggetto sensibile, o innamoramento), b. il non-contatto (psicosi senza oggetto sensibile, non sempre da psichiatra).

3° infine, ma per fortuna not least, c’è la maggioranza di coloro che, tra quello starci-con-la-testa che è l’amore, e quel non-starci-con-la-testa che è il dis-amore (detto anche “narcisismo”), ci mettono la testa (“io”) per istituire un compromesso, sopravvivente sulle proprie contraddizioni, tra mezzo-rapporto e mezzo-contatto (non è il caso del porcospino, mezzo-contatto senza rapporto):
questi due “mezzo” non fanno una virtù intera, ecco perché non è vero che “virtus in medio” (già criticato da I.Kant):
è ciò che chiamiamo, con lessico zoppicante, “nevrosi”
(è tutt’altro il compromesso cercato dalla perversione).

Il “narcisismo” è nemico di quel lavoro che fa rapporto tra veri partner (ma non ridico tutto daccapo).

I. Kant, che ha buon gioco nel criticare di Aristotele-Medioevo la virtus in medio, propugna l’etica del non-rapporto fino all’esclusione del contatto, salvo che sia strettamente necessario:
quanto al contatto sessuale, questo in I. Kant è solo una volgare sc…ta (testi alla mano), dalla quale egli si è sempre non virtuosamente astenuto:
ai giorni nostri il miglior critico della sua morale sessuale sarebbe la Littizzetto, che ne esplora settimanalmente la Weltanschauung sessuale.

Milano, 15 dicembre 2009

 

Su questo sito molte funzionalità sono rese possibili dall’uso di cookie (tecnici o di terze parti) che vengono installati nel Suo dispositivo.
Per l’uso dei cookie di terze parti abbiamo bisogno del Suo consenso: per sapere quali usiamo e come gestirli può leggere la nostra COOKIE POLICY e decidere liberamente quali attivare o come bloccarli; in questo caso alcune funzionalità potrebbero non essere più disponibili.