LA SOVVERSIONE ECONOMICA FREUDIANA

Non svolgo il tema appena accennato:
lavoro sì ma affinché anche altri lavorino, come me, producendo un tesoro comune.

Mi ci è voluta un’infinità di anni per scoprire … l’acqua calda (vedi “L’acqua calda”, mercoledì 7 ottobre):
ossia che l’aggettivo “economico” impiegato da Freud è perfetto, e che dunque esso non attende affatto di venire legittimato, “spiegato” e magari sussunto benevolmente dalla Scienza economica (sistematizzandolo nella psicologia economica, di cui esistono già esempi illustri):
è la Scienza economica a doverne assumere il concetto per potersi ritenere completa, o perfetta, nel senso di  dare soddisfazione al proprio nome, ossia per la soddisfazione universale (un’espressione facile in epoca di economia “globale”):
qualcosa di simile ho già detto per la logica, e anche per la morale.

In “Il problema economico del masochismo” (1924) Freud tratta il dolore cercato, il masochismo appunto, come fattore economico, al punto che potremmo elencarlo tra i “fondamentali” dell’economia, quello detto “libidico”:
ma che cosa significa?:
è già esaustivamente detto, arrangiatevi dato che riguarda le vite di ciascuno e di tutti.

Da Freud la guarigione stessa è concepita come un fatto economico (nonché “topico” cioè giuridico), la questione infatti è:
com’è che moltissimi uomini – e donne si aggiungerebbe in politichese – sono disposti all’economia in perdita?
– che ho ripartito come lucro cessante, danno emergente, lucro non emergente -,
pur di non perdere il guadagno economico (Gewinn) libidico:
si tratterà di discutere se non si tratti di illusione di guadagno,
e poi del guadagno dell’illusione,
e del guadagno del propagare illusioni,
fino a perdersi, come appunto facciamo, a disquisire del guadagno del perdersi, del perdere, del fallire.

Il masochismo come fattore economico è entrato anche nel linguaggio morale, da certe parti si parla infatti di “offrire a Dio” le proprie sofferenze:
ora, si offre solo ciò cui si annette valore, proprio come sono esistiti i sacrifici animali:
ma perché no?, a condizione che si sappia che si offre valore:
il che è ciò che nessuno vuole sapere, con l’eccezione apparente dei perversi.

Poscritto

Ho ottenuto l’ennesimo lapsus del correttore automatico, “lipidico” anziché “libidico”:
buon lapsus,  dato che quasi tutti ne hanno un’idea grassoccia.

Ma l’elettronica non fa lapsus:
lo ha fatto il programmatore per non avere protetto reciprocamente le parole “libidico” e “lipidico”.

Vorrei che suonasse inutile la precisazione che il lapsus, sempre e solo umano, non si produce automaticamente, il computer è impotente a produrre lapsus:
chi l’avrebbe detto, che il lapsus è un profitto?, di cui pochi approfittano.

Milano, 30 ottobre 2009

 

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