LIBERTÀ, FELICITÀ, INCESTO

Sabato domenica 27-28 giugno 2009
in anno 153 post Freud natum

 

Lettura di:

S. Freud
Sulla più comune degradazione della vita amorosa (2)
OSF 6

“ Nella vita amorosa, affinchè qualcuno deva [soll] – o: a qualcuno tocchi legittimamente in sorte –
diventare veramente libero e con ciò anche felice, deve [muss] avere avuto ragione del rispetto dinanzi alla donna, avere fatto amicizia di pensiero con la rappresentazione dell’incesto con madre o sorella. ”

Verifichi la mia traduzione chi lo desidera:
“ […] wer im Liebesleben wirklich frei und damit auch glücklich werden soll, den Respekt vor dem Weibe überwunden, sich mit der Vorstellung des Inzests mit Mutter oder Schwester befreundet haben muss. ”

É una tra le belle logico-fraseologiche frasi di Freud:
H. Kelsen, il filosofo del dovere-sollen distinto dal dovere-müssen, avrebbe potuto riconoscere in Freud il suo maestro.

Proveniamo da un secolo – trascurando i millenni precedenti – di stupida Cultura che ha rifiutato di semplicemente intendere che “incesto” significa “amicizia di pensiero con la rappresentazione” di esso, atto di pensiero esente da ogni necessità di passaggio all’atto:
come sempre, l’inimicizia è per il pensiero.

Milano, 27-28 giugno 2009

 

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