UNA SETTIMANA SENZA PAGINE

Mi serve una settimana libera, o meglio diversamente libera:
non dal lavoro, ma con varietà nel lavoro libero.

Rammento un fumetto porno di anni fa, in cui una giovane donna si trova, chissà come, in una casa semidiroccata in cui viene raggiunta da un uomo che realizza in sè l’unione di brutalità e stupidità:
mentre lui la violenta, lei senza opporre alcuna resistenza si limita a ripetere:
“Che lavoro!, che lavoro!”
(non chiedetemi più di “spiegare”).

Mi sto occupando della gravitazione universale – tutta condenda – tra amore e lavoro.

Intanto, suggerisco di leggere, o rileggere, le pagine precedenti.

Riprenderò lunedì 18 maggio.

Milano, 11 maggio 2009

 

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