SOGGHIGNANTE FALSETTO MUSICATO DELL’OSCENITÀ IMBIANCATA

Supplemento all’articolo di ieri.

Ci sono interi capitoli delle teorie “sacre”, filosofiche, morali, teologiche, psicologiche, che meriterebbero di venire recitati da un sogghignante falsetto musicato (come è stato fatto nel cinema per la filastrocca “Ohi che bel castello”):
si tratterebbe di semplice esplicitazione dell’implicito.

A farne la biblioteca, fiera delle oscenità imbiancate, si resterebbe sorpresi da quello che ci si potrà trovare, in tutti gli schieramenti politici e culturali.

Siamo per la liberazione dei prigionieri, precisamente per la libertà consistente nella loro restituzione a un ordine di imputazione legittimo (habeas corpus),
e anche per la liberazione dei loro Kapò, che nel caso del regime concentrazionario della Teoria rappresentano la coscienza, obbediente al regime stesso.

I sostenitori per principio di “La Coscienza” non sono … coscienti di difendere un prigioniero anch’esso, un prigioniero-Kapò:
noi, fans del pensiero non fanatico, siamo per la riabilitazione della coscienza, dalla sua incoscienza criminale quanto al pensiero censurato (“inconscio”) benché in meritorio esilio attivo.

Ma era corretta l’osservazione di Platone (ripetuta nei millenni), che il prigioniero-Kapò fa resistenza a venire liberato:
è la contraddizione di ogni Resistenza.

L’“inconscio”, pensiero censurato ma in esilio attivo, ha il merito di asserirsi, senza resistenza e senza fare la Resistenza:
certo, la sua asserzione attende qualcuno che la raccolga mettendola agli atti:
è ciò che dovrebbe fare almeno lo psicoanalista.

Milano, 07 maggio 2009

 

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