GOVERNARE: MEDITAZIONE POST-PASQUALE

Se solo prestiamo fede per un momento a quei quattro celebri libretti presi, quanto al senso, nel loro epilogo post-drammatico, tiriamo la morale che non vale la pena governare:
e che se anche qualcuno lo deve pur fare, è meglio che non tocchi a noi, e nemmeno l’opposizione.

Insomma, anche se era, e proprio perché era, il Signore, non voleva fare il Governatore, né il Comandante in Capo, meno ancora il Führer:
proprio per questo l’ha fatta finita alla svelta, in croce d’accordo, ma tempo dopo ci saremmo accontentati di infliggergli la mite ghigliottina, e altro tempo dopo lo avremmo portato a un talk-show, al che avrebbe risposto:
Prefero la muerte!”

Freud non sarebbe mai andato a un talk-show!

Governarmi, è un compito che affido alla mia Segretaria, o magari Maggiordomo, con la minaccia:
“Alla prima che mi fai, ti licenzio e te ne vai!”

Il Governante dovrebbe essere costantemente sotto la minaccia dell’angoscia della solitudine e impotenza:
è solo la nostra fede a sostentarne l’iniquità eventuale.

In un mondo di inutili credenti e miscredenti, anche il più stupido dei Potenti riesce a chiedersi:
ma come fanno a credere in me?

Rispetto la mia Segretaria, amo la mia Amante:
cui non chiedo di farmi da governante, salvo così, a volte, chiedendole un favore, pronto a ricambiarla, specialmente se mi governa senza insistere:
se lei vuole che “sia fatta la mia volontà”, io me la lascio fare con il piacere di ammirare la sua competenza nell’escogitare il mio volere, di cui un momento prima non avevo idea:
se la mia materia fosse aurea, farebbe di me monete d’oro (Enrico quinto).

Ho come principio il piacermi ciò che piace a lei, senza sottrarmi alla reciproca, uguale ma non simmetrica o speculare (“narcisistica”):
in subordine, mi piace ciò che piace ai miei pazienti, che sono malati proprio perché si sottraggono al principio di piacere, fino a indispettirmi (ma io mi defilo).

Ho fatto la critica dell’ugualitarismo, la base impotente e invidiosa della prepotenza.

(Meditazione post-pasquale.)

Milano, 15 aprile 2009

 

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