I PANNI SPORCHI …

Ho appena risentito questa infamia su casa o famiglia, non inferiore a tutti gli stupri dell’ultimo anno perché li comporta:
essa è solo uno dei cento esempi di Teorie o frasi che parassitano-colonizzano-inquinano il linguaggio.

La loro accozzaglia sublime-vomitevole, anarchica e contraddittoria, costituisce quel celebre “Simbolico” di cui non si sa mai che cosa sia (oscuro, oscurantista, occultista):
almeno, riconoscere in esso il “Mondo” delle frasi rischiara il campo, benché ancora senza risolvere:
“zizzania” del linguaggio, nessuna oscurità sul “Simbolico”.

I panni sporchi esistono ovunque tutti uguali
– è il problema dell’ugualitarismo -,
ma questa frase è la Teoria che essi avrebbero un contenitore privato, “casa” o “famiglia”, sia pure come contenitore anche dei panni puliti:
ma come fanno a stare insieme?, cioè tutto è sporco.

Spinta all’estremo, la frase definisce la casa-famiglia come associazione per delinquere, anzi come la sua “Cupola”.

Essa afferma anche che l’unica soluzione è l’occultamento o il deodorante del fatto:
un fatto (lo sporco) peraltro così dozzinale da non poterne celare il collettivismo:
è solo nella patologia che ci si illude di potere singolarizzare il dozzinale, o il segreto di Pulcinella.

A lungo andare, si è poi finiti nell’implicita ma diffusa Teoria che la psicoanalisi, se disocculta, è solo perché deodora.

Continuo a riconoscere vasta portata alla distinzione tra profumi e deodoranti:
non che io apprezzi quei sudicioni altolocati di Versailles, uomini e donne che non si lavavano e che tentavano di sostituire l’odore con un altro odore:
ma il risultato era pur sempre la prevalenza dell’odore, quello del profumo invece dello sporco, il che era ed è ciò che importa.

Ci vuole patologia per disprezzare cioè sporcare l’odore ossia l’olfatto, il corpo (Freud ne ha scritto):
ma il risultato della deodorazione è il cadavere nuovo di zecca:
se devo fare dell’umorismo macabro, che sia questo.

La Teoria del contenitore, necessariamente di panni sporchi, è stata disoccultata già parecchi secoli fa:
ciò è avvenuto in una celebre polemica contro i sepolcri imbiancati, che come contenuto non possono avere che vermi.

Ora, vero è che quella polemica era diretta contro i Farisei, che erano degli Ebrei:
ma non trovo affatto ebraica la Teoria del contenitore-sepolcro, greca piuttosto:
cioè una forma ideale che produce-disprezza il suo stesso contenuto (corpo, materia), dopo avere sloggiato la forma legale come legge di corpo-materia, che in nessun modo è contenuto.

Poscritto

Proverò a coltivare prossimamente una fantasia con cui simpatizzo intellettualmente:
quella di abitare una città le cui case hanno pareti trasparenti, non solo visivamente ma anche acusticamente, con facili intercettazioni di massa (con abolizione conseguente della massa).

Nulla a che vedere con la pornografia né con il voyeurismo, stante l’audizione.

Torno alla mia idea dell’amore:
se parlo a cento persone, ma una intende che parlo a lei, mentre gli altri trovano sensato per tutti ciò che sto dicendo,  e forse intendono anche che parlo a lei
– non che parlo anche a lei, ossia che avrei aperto un inciso privato come interesse privato in atto pubblico -,
questo è l’amore.

Milano, 18 marzo 2009

 

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