HOMO SAPIENS PUERILIS

Ecco un altro esempio di costruzione quotidiana, parola per parola, frase per frase, dell’Ordine giuridico del linguaggio, o Nuova Enciclopedia.

“Puerile” non denota il pensiero del bambino, che non è affatto infantile, è un’ingiuria al puer:
denota lo stato del pensiero a partire dal giorno dopo quello in cui il puer è stato intellettualmente-logicamente corrotto:
i moralisti sono incapaci da sempre di riconoscere che è questa la corruzione morale:
la loro morale è puerile (laica o religiosa che sia).

La puerilità è imputabile, a partire da chi l’ha forzata in noi.

Il peccato originale è puerile, non sulfureo:
come non sulfureo bensì puerile è l’inferno:
poi, la puerilità è capace delle peggiori, e stupide, crudeltà
(come quella di quei bambini che bruciano o seppelliscono vivi gli animali, ricordo d’infanzia:
ma non era con gli animali che ce l’avevano, e magari da grandi sono diventati animalisti).

“Puerile” è una categoria storiografica da applicare al lungo periodo:
entro il quale la nostra epoca è progresso nella puerilità.

Se insegnassi Storia della Filosofia terrei un Corso sulla puerilità in tale storia:
prometto scoperte sorprendenti, dall’antichità a oggi.

La più antica puerilità filosofica è la credenza che nell’uomo ci sia qualcosa di animale (“O animal …!”):
il bambino di due anni che si impiastriccia il viso, come uno Sioux, con le proprie feci
– lo fa anche anche lo schizofrenico o “Narciso” adulto, ma il bambino non è affatto schizofrenico -,
è palesemente privo di animalità, e così Narciso nella piscina, non stalla, delle sue deiezioni.

Nella storia (ma almeno con la s minuscola) del pensiero
– siamo sempre stati lontanissimi dalla “filo-sofia” come amicizia del e per il pensiero finalmente riconosciuto come una realtà, tanto che sarebbe appropriato definire Freud il primo filosofo -,
talora incontriamo eccezioni:
faremmo bene ad alimentarcene, non come dell’eccezione che conferma la regola ma che la fa per anticipazione.

Bella pretesa! quella della psicoanalisi, di far passare dall’homo sapiens puerilis all’homo sapiens ossia al pensiero di natura:
la sua razionalità sta nel sapere che è sapiens anche il puerilis perfino quando è un idiota, ossia nel non escludere da felix la culpa.

Milano, 24 marzo 2009

 

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