LUSSO E LIBIDO, E L’EDUCAZIONE

So che spiegare non serve a nulla, ma cedo alla tentazione di farlo ancora, pur essendo già stato un forte peccatore in questo senso:
come quelli che mi hanno domandato di spiegare, ma il mio rispondere li ha peggiorati.

La lussuria è un surrogato, insoddisfacente e ingodente, del lusso, come la libidine lo è della libido, e non finisce qui:
infatti lussuria e libidine sono surrogati solo mentali (sottoprodotti impotenti di una Teoria) di lusso e libido:
solo questa e quello sono reali (a distinti e connessi titoli).

Lussuria e libidine sono pensieri da poveri (povericristi, poveridiavoli):
lessicalmente sono diffamazioni linguistiche, condivise dalle loro vittime fino a farsene sostenitrici:
come tutti lo sono della “sessualità”, un’imputazione che il “Tribunale Freud” potrebbe fare all’umanità intera.

Da ragazzini io e i miei amichetti eravamo divertiti da una facile coppia di battute:
– Il Ricco: “Champagne e etére!”
– Il Povero: “Barbera e cattivi pensieri!”

Sto parlando di economia, politica, salute, prese dalla parte della facoltà individuale detta “pensiero”.

L’“educazione”, tradizionale robaccia o peggio, potrebbe venire riscattata, redenta, e io vorrei che lo fosse:
ma è proprio questo il punto, chi capisce che dovrebbe venire redenta?:
lo sarebbe se essa si convertisse a formare secondo ciò che ho appena scritto.

Milano, 27 febbraio 2009

 

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