LACAN E IL PAPA. E MELCHISEDEK

Una felice battuta di J. Lacan:
“Se il Papa andasse dallo psicoanalista, comincerebbe subito parlando di suo padre”.

Nello spirito J. Lacan non faceva lo spiritoso:
la battuta ha un implicito che ne fa la sostanza:
il divano dello psicoanalista è considerato degno del Papa, e io sono d’accordo.

Da molti anni paragono lo psicoanalista, almeno quando è a immagine di Freud, a Melchisedek:
amico di “Dio”, e senza tante contorsioni teologiche.

Nel nome “Melchisedek” si coniugano “re” e “giustizia”.

Della giustizia ho sempre parlato menzionandola raramente:
non è un Ideale calato dal “cielo” nel diritto:
è diritto essa stessa, un primo diritto positivo cioè posto (nulla a che vedere col “diritto naturale”), che il soggetto si fa da sé come col Black&Decker:
e nulla a che vedere con quel farsi giustizia con le proprie mani che chiamiamo vendetta.

Il concetto di un primo diritto è perfettamente e facilmente intelligibile, logico pratico quotidiano:
il suo regime è quello dell’appuntamento, a ogni livello di importanza e di ogni qualità:
prendere e dare appuntamento è con-porre una norma che comporterà sempre una sanzione, al merito (venire) o al demerito (non venire).

Milano, 30 gennaio 2009

 

THINK!

Il contenuto è protetto!

Fino a nuovo avviso,

i testi proposti sul sito sono accessibili in sola lettura.

Grazie