“IL MIO BENE”, O LA MASSA

Sabato domenica 10-11 gennaio 2009
in anno 152 post Freud natum

 

Lettura di:

S. Freud
Donna
OSF passim

Non ho mai sopportato
– e quando l’ho fatto l’ho pagata: intendo che anch’io sono stato in-amorato –
donne che si credevano “il mio Bene”, in cui la maiuscola astrattizzante è d’obbligo, obbligante al passaggio implicito a un “Dio” tutto presupposto (“inconscio”), buono a tutti gli usi non benefici.

L’espressione designa la Filosofia-Ontologia-Teologia della Massa:
la Massa è filosofica-ontologica-teologica senza saperlo, e guai a dirglielo!

Cioè la Massa pensa anche quando non-pensa (allora colpisce duro):
vive in permanente stato universitario anche nell’analfabetismo:
chi l’avrebbe detto che l’Università è inconscia?,
e che il Professore stesso è Massa?, ma guai a dirglielo dato che passa la vita a cercare di staccarsene!:
ma allora non si salva nessuno?

É anche d’obbligo l’osservazione (spesso rappresentata da romanzo, cinema, teatro) che una donna così posta sarà deposta (come morta, o come tacca di una serie di tacche, come per un uomo che da stupido pistolero conosca solo prostitute, ossia uomo di mezza tacca):
infatti, sparita la fastidiosa esistenza contingente di una donna, resta “Il Bene” di cui è stata il veicolo biologico (l’ho anche sentito predicare: da sbattezzarsi).

La canzone mondiale, quando la farà finita con questo neutro “Il mio Bene” variamente verbalizzato?:
nella sua perfetta omosessualità.

Ho sentito più donne, indubbiamente esperte in “Sommo Bene”, enunciare competentemente:
“Gli uomini sono tutti omosessuali”:
infatti, nella suddetta espressione l’eterosessuale è solo un omosessuale imperfetto.

S. Agostino informa (“Città di Dio”) che secondo certi autori cristiani d’epoca tutti risorgeranno maschi:
bisogna riconoscere che, stanti le premesse, erano rigorosi, tanto quanto la Cultura gay di oggi che quegli autori semplicemente anticipavano, o gran bontà de li cristiani antiqui!

Chi l’avrebbe detto che l’omosessualità è un correlato della Religione?:
ciò nel suo presupposto filosofico, il che fa sì che il Filosofo della Religione se ne infischia, anche quando si esibisce devoto e recita le preghiere.

La canzone d’“amore” oltre che omosessuale (indifferente alla differenza dei sessi), è melanconica ossia odiosa in senso attivo, e in particolare misogina,
ma anche misotea e allora, se non si salva neanche “Lui”, non si salva nessuno.

Con la domanda sulla canzone, mi illudo sulla possibile guarigione-salvezza dell’umanità?, o no?

PS

L’articolo annunciato questa mattina, “ ‘Inconscio’: domenica dimezzata”, è rimandato.

Milano, 10-11 gennaio 2009

 

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