W L’ITALIA

Perché? (Inno nazionale a parte):
proprio in virtù di ciò per cui essa è disprezzata anche in “Patria”, cioè il verbo “Arrangiarsi”, che significa prendere rango ossia posto:
non tanto entrare in un ordine zoppicante e per questo ingiusto, quanto per fare ordine, quello di cui l’Ordine costituito resta ordinatamente incapace fino a disordinato.

Deng Xiaoping circa vent’anni fa ha cercato di italianizzarsi con lo slogan politico “Arricchitevi!”, buona traduzione di “Arrangiatevi!”:
però gli Italiani non sono stati abbastanza alla sua altezza, né lui degli Italiani che fossero alla sua altezza.

Noi psicoanalisti cerchiamo di dirlo ai nostri pazienti ma, o lo facciamo male, o i nostri pazienti non ci stanno a sentire.

Se uno il posto lo prende, non sarà un servo della gleba che è uno che il posto se lo trova preassegnato:
e non dovrà attendere che la servitù della gleba venga abolita:
lo schiavo che attende l’abolizione della schiavitù resterà schiavo anche dopo l’abolizione.

Arrangiarsi, prendere posto, fare posto, non è liberismo né “mano invisibile”, meno ancora anarchia:
esso riguarda l’assunzione in proprio, nella propria persona, di ciò che non ha mai potuto né potrebbe venire delegato, neppure ai “diritti umani”.

I Poteri mondiali hanno ormai raggiunto il sapere “Non possiamo”, anche se riescono a formularlo, pur nascondendolo senza rendersi conto, come “Sì possiamo, Yes we can”.

Se ci sarà una nuova cultura politica, sarà quella del non domandare nulla a Stato, Governo, Partiti, ma solo esigere, senza grida isterico-politiche, alcuni minimi paragonabili alla suola delle scarpe;
ma nemmeno a “Dio”, al quale né si comanda né si domanda, perché per ottenerne qualcosa si può solo entrare nel suo pensiero, se ne ha uno ossia se esiste:
parlo Vangeli alla mano, ossia se Qualcuno così esistesse potrebbe solo apprezzare che se ne apprezzi il pensiero, fino a mobilitarlo favorevolmente, “provvidenzialmente”:
anche “Lui”, se esiste, è uno che si arrangia, ha una vita da persona, la massima delle virtù.

Milano, 15 dicembre 2008

 

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