L’INTELLETTUALE GESÙ

Sempre a proposito di Amici del pensiero, raccolgo al setaccio un grano che raccolgo da tempo, iscrivendomi nel tempo non religioso:
parlava greco e latino;
sapeva distinguere prima e seconda infanzia;
come pure l’innocenza del discorso dalla non innocenza di esso, e dunque il discorso come atto:
e distinguere innocenza e ingenuità;
a dodici anni sosteneva ufficialmente l’esame di Maturità, o di Laurea, davanti a Dottori o Professori accreditati
(ciò significa che si preparava da anni);
e lo faceva autonomamente, tanto che i genitori non ne sapevano nulla, e allorché glielo hanno rimproverato lui gli ha replicato con una dura scenata filiale che qualifico, peggio che omerica, cristiana (li ha minacciati di togliergli il saluto);
promuoveva il suffragio universale quanto alla facoltà di giudizio;
adduceva il profitto come ragione;
godeva di una sofisticatezza intellettuale che gli consentiva di trasferire il suo discorso in parabole senza sacrificio della complessità, e anche la modernità di autentici slogan;
dichiarava decaduta la religione, per il fatto di ricapitolare tutto in una persona nel suo dire;
proponeva una razionalità discorsiva completa, coerente e consistente ossia priva di paradossi, ma niente affatto greca o ellenizzante;
in particolare parlava contro Parmenide:
se l’albero si giudica dai frutti, cioè dal lavoro in quanto produttivo, non si giudica dall’albero stesso come voleva Parmenide con disprezzo del lavoro:
nel suo insieme il pensiero greco, o la “Scuola di Atene”, era schiavista;
affidava l’affidabilità (“fede”) al discorso (consistente, innocente), non all’equivoco senso religioso, moral sentiment;
con una formula condensatissima, dichiarava di volere trattare da “amici non servi”, cosa impensabile per i Greci, non amici del pensiero.

Questa setacciata o semplice lista, peraltro incompleta, è già sufficiente a farci del pane.

In breve, Gesù ha … ragione
una Ragione: ce n’è più d’una, e non tutte sono raccomandabili –
tanto da potergli dare torto, magari a torto ma pur sempre a ragione:
solo ai pazzi e agli idioti non si dà torto né ragione.

Dostoevskij ha semplicemente raccolto un frigido vento bimillenario quando ne ha fatto un Idiota;
altri uno schizofrenico o un paranoico:
tutte diagnosi possibili una volta che si distingua in lui “fatto” o “evento” da “discorso” (ecco il frigido vento bimillenario):
conosco qualcuno che l’ha paragonato a uno Tsunami, al che commento soltanto “Signore perdonali perché non sanno …”

Per ritrovare un modo intellettuale simile ci sono voluti diciotto secoli, dico nell’ebreo miscredente Freud.

Milano, 11 dicembre 2008

 

Su questo sito molte funzionalità sono rese possibili dall’uso di cookie (tecnici o di terze parti) che vengono installati nel Suo dispositivo.
Per l’uso dei cookie di terze parti abbiamo bisogno del Suo consenso: per sapere quali usiamo e come gestirli può leggere la nostra COOKIE POLICY e decidere liberamente quali attivare o come bloccarli; in questo caso alcune funzionalità potrebbero non essere più disponibili.