ANGOSCIA: DIMOSTRAZIONE DELL’ESISTENZA DELL’AMORE (bis)

L’articolo di ieri dovrebbe tenere il cartellone un mese, un anno.

E venire continuamente incrementato, commentato, corretto, per nostra correzione, guarigione.

Correzione ma come distrazione, senza più impegno, dall’universo malato dell’amore, o della colpa.

Ossia dall’immoralità paludata di etica, o dal sarcasmo nonché banalità della sistematizzazione nemica dell’ordine.

La “resistenza” non si lascia distrarre, eccitare, chiamare:
vuole andare fino “in fondo”, all’occorrenza “pagare di persona”, e chiama ciò “critica” in combutta con la solita “coscienza” a delinquere.

In quale terra promessa la coscienza non sarà più coscienziosamente a delinquere?

La coscienza è l’ultima a guarire, posto che sia toccata dalla grazia, alla quale si oppone come al pensiero.

Fino a oggi la conosciamo come a “Gomorra”, funzionario che esige il “pizzo”.

Come Abramo domandiamo compassione anche per lei, a condizione che esistano dei Giusti.

Milano, 17 dicembre 2008

 

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