MEDICO E PSICOANALISTA (E OBAMA)

Non dimentico Obama (vedi ieri), ma resti tra parentesi.

A. il medico è a contatto con la patologia (tanto che bada a non infettarsi e non infettare);

B. lo psicoanalista no, non è a contatto con l’impotenza del pensiero:
e, mentre il radiologo si difende dalle sue radiazioni, egli ne vive.

Con l’impotenza o patologia del pensiero ha sì a che vedere anzi a sapere, ma secondariamente, per paragone con la potenza del pensiero che è la stessa norma psicoanalitica da cui la patologia si discosta, sposta, devia:
che è norma di non omissione e non sistematizzazione cioè di potere, già trascritta come pensiero di natura applicato.

Lo psicoanalista lavora ma non si stanca:
il pensiero investe ma non spende, è beneficio senza costo.

La storia economica è anche storia dello spreco millenario e collettivo del pensiero,
che è risorsa senza penuria che, se è, è provocata (e imputabile).

Rammento che già Freud aveva disegnato una relazione tra la psicoanalisi e un Presidente degli USA (Wilson) nella sua politica internazionale:
è una relazione come questa a fare freudiani, nonché psicoanalisti.

Milano, 7 novembre 2008

 

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