OBIEZIONE!, E LA GIUSTIZIA

[Precede l’articolo di ieri come testo-base].

Per una volta uso una “grande” parola con la quale sono sempre stato prudente:
è la parola “ingiustizia” che, insieme a “giustizia”, è sempre rimasta indeterminata anzi oscura malgrado Trattati fin dall’antichità (proprio come “amore”):
diciamo che uno Tsunami, anche sociale e non solo fisico, non ha a che vedere con giustizia-ingiustizia, chiacchiere ideali millenarie a parte.

Nell’articolo succitato ho descritto e determinato giustizia e ingiustizia nel nesso di imputabilità:
la prima di tutte le ingiustizie flagranti (“flagranza di reato”) è la Teoria pura in quanto stacca il pensiero (come si dice “staccare la spina”), facendo di noi dei quadri appesi al muro:
anzi all’amuro come l’ho chiamato recentemente (“L’amuro”, lunedì 13 ottobre), perché la Teoria dell’amore presupposto, collante di ogni altra, è la prima ingiustizia, produttrice di danno, imputabile a coloro che la producono (come si producono virus) o almeno che la trasmettono (in “buona fede”???, certo no).

Tra le tante Teorie può starci anche la Teoria del“La” Giustizia (non ce l’ho specialmente con J. Rawls):
insegnate “La Giustizia” ai vostri figli, se volete avviarli a una carriera criminale da posti di comando, o massacrarli già prima di ogni Tsunami fisico o sociale.

Queste Teorie sono ostili e imputabili
– ma con immunità parlamentare celeste, o universitaria -,
ostili al pensiero, alla recezione, al profitto, al ben-essere, al diritto come legame sociale (ne distinguo due):
sono obiezioni, e di principio, ostilità oggettive in quanto Oggetti ideali:
nel cui apparato siamo i prigionieri della caverna di Platone.

Non sto a ripetere che i sessi sono le Hiroshima e Nagasaki dell’amuro:
impudicizia della Teoria, che predica impudicizia da tutti i pulpiti del mondo (predicando l’“istinto”).

L’amicizia del pensiero ha cura, souci, Sorge, per la giustizia:
e la psicoanalisi, applicazione di quella, è un’opera di giustizia:
difficile, perché la vittima dell’ingiustizia ne è anche complice (a volte anche l’analista).

Nella patologia scopriamo ingiustizia, iniquità, là dove non si saremmo aspettati:
il “trauma” è della Teoria.

Milano, 24 ottobre 2008

 

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