MURO DI QUADRI E NUOVA TERRA

(seguito del precedente)

Almeno nella tecnica o norma psicoanalitica Freud pone (atto del porre o positivo) una rivoluzione nel significato proprio di mutamento della costituzione:
Aut: in sostituzione del mondo dell’amuro (vedi articolo di ieri: quadro, chiodo, muro), come il mondo della patologia, della patogenicità e del delitto abitanti l’ecosistema-mondo della Teoria o dell’Oggetto,
che è il mondo di omissione e sistematizzazione
(la Teoria dell’amore nei secoli, o l’Oggetto “amore”, dovrebbe farci da facile guida),
Aut: Freud pone come nuova costituzione una norma fondamentale, immediatamente praticabile seduta per seduta e minuto per minuto, detta regola di non omissione e non sistematizzazione (che è il pensiero di natura stesso applicato nella cura):
è già nuova terra.

É senza timore di obiezione che designo questo passaggio, quando avviene, con la parola guarigione, e perfino con la parola salvezza:
da molti anni unifico salute e salvezza nell’unica parola latina “salus”:
l’inadempienza sistematica delle religioni sta nel distinguerle.

Un “Dio” salvifico non potrebbe che convenirne, e d’altronde si sa che Freud si prendeva per “Dio”:
infatti era una persona normale e modesta proprio perché ossequente alla lettera del Genesi, “a immagine e somiglianza”:
ora, “Dio” non crede in “Dio”, semmai può avere fondato motivo di giudicarlo affidabile:
un giudizio impossibile se Lui solo sapesse il bene, salute e salvezza:
molti miscredenti lo credono.

La principale patologia di noi psicoanalisti, l’inibizione intellettuale, si manifesta nel protrarsi centenario dell’inibizione a narrare i “casi” individuali come altrettanti conflitti tra massimi sistemi (Aut / Aut).
– anche in dettagli minuscoli e perfino banali -,
e non come tanti locali cic-ciac interattivi neanche denominabili “psicoterapia”, perché “terapia” è una parola seria.

Potrebbe venirne una nuova narrativa
– di vite individuali come massimi sistemi sulle gambe e sulle gambe del pensiero -,
non più ridotta alla fiction, alla psicobiografia, alla storia (tanto meno microstoria).

Milano, 7 ottobre 2008

 

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