LE ORECCHIE D’ASINO

Dopo una settimana di sospensione, riprendo leggerino.

Le orecchie d’asino le hanno inventate i bambini, non gli insegnanti, che sbagliano grossolanamente pensando di averle inventate loro:
il bambino, messo fuori dal capire come mangiare, capere, cioè come esperienza economica, farà l’inappetente se non l’anoressico, farà l’asino ossia a muso duro:
veramente non capisce nulla l’insegnante che pensa secondo un errore plurimillenario, quello per cui esisterebbe un livello animale (“asino”) dell’uomo:
rammento che questa concezione animale dell’uomo nasceva, nonché antica, colta, il che fa intendere a chi in definitiva sarebbero da mettere le orecchie … d’asino.

Poi si passa a credere che la soluzione sia la Didattica.

Al Liceo avevo un colto Professore di latino e greco (suscitava tenerezza tanto era reazionario):
di fronte allo studente che non capiva commentava invariabilmente:
“Due valide braccia strappate alla terra!”:
lui che si faceva giudice del capire, non sarebbe arrivato a capire nemmeno dopo dieci anni di rieducazione maoista in un campo di lavoro, che si trattava di due valide braccia strappate, allo stesso tempo, tanto al latino quanto alla terra,
e che l’educazione è impotente a istituire (Institutio) questa elementare unità alimentare.

La freudiana “pulsione orale” designa tale unità:
e ciò quale che sia la materia, sensibile o intellettuale:
omologabili dal comune poter passare allo stato di materie prime, ossia suscettibili di elaborazione.

Tutto dipende dallo stato del pensiero, come si dice “Stato della Nazione”.

Quando il muso duro è immediatamente, precocemente, autismo, ecco il terrorismo:
fa l’inferno in casa, e fuori.

Milano, 20 ottobre 2008

 

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