PARANOICO ALL’INFERNO

Il paranoico va all’inferno:
non perché “è” paranoico,
ma perché si nasconde dietro la paranoia.

Si tratta sempre di imputabilità – odiata e nascosta dal paranoico -, che è premiale prima che penale:
l’imputabilità – in quanto è distinta dal comando e dalla causalità – è la più felice delle notizie (“buona novella”), anche come notizia giornalistica cioè quotidiana, ma non voglio ripetere.

Si osservi la terna categoriale che fa ordine (nell’esperienza, che altro?):
1° imputabilità, 2° comando, 3° causalità:
sono le categorie della vita quotidiana, anzitutto di pensiero, di ognuno e tutti.

Ciò che dico del paranoico posso dirlo per lo schizofrenico, ma non voglio ripetere:
ambedue sono militanti dell’inaffidabilità, mentre solo l’imputabilità è affidabile.

Mai fidarsi dei solo causati e solo coatti:
se poi sfoderano la probabilità lanciate l’S.O.S.

La psicoanalisi è un’esperienza particolare, ma privilegiata e singolare, fatta per la distinzione nella vita personale tra le tre categorie 1° imputabilità, 2° comando, 3° causalità.

PS

Non so se qualcuno si è mai accorto che con queste tre categorie penso a J. Lacan con le sue tre categorie, Reale Simbolico Immaginario:
non dico che la mia terna si sovrappone alla seconda, ma che obbedisce benché diversamente alla medesima esigenza di categorie dell’esperienza.

Milano, 10 settembre 2008

 

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