MONTALE E IL PROFESSORE (I)

Dopo l’articolo di ieri, su “I seni di Medusa” e il Professor Adorno, pubblico oggi e domani ciò che ricevo da Glauco Genga, due poesie avvedutamente scelte di Eugenio Montale [*] sul “Professore”.

Quella di oggi è intitolata “Il filosofo interdisciplinare”:

Il filosofo interdisciplinare
è quel tale che ama se vautrer
(vuol dire stravaccarsi) nel più fetido
lerciume consumistico. E il peggio è
che lo fa con suprema voluttà
e ovviamente dall’alto di una cattedra
già da lui disprezzata.
Non s’era visto mai
che un naufrago incapace di nuotare
delirasse di gioia mentre la nave
colava a picco. Ma non c’è pericolo
per gli uomini pneumatici e lui lo sa.

“Pneumatici”, esegesi di G. Genga che sottoscrivo:
gioco di parole tra “spirituali” e “palloni gonfiati”, che galleggiano.

Il ’68 pur distruggendo la Scuola-Università ha lasciato intatto Il Professore, anche nel gesto eloquente ma inefficace delle ragazze di Francoforte (vedi ieri).

Non si è ancora stato dato il giusto peso e riconosciuto la giusta portata al fatto che nella Psicoanalisi il Professore non c’è, a nessun livello:
conseguenza, il Professore non ama la Psicoanalisi,
anche e specialmente quando con essa vuole fare il filosofo interdisciplinare.

Momentaneamente ometto la serie dei “non” di una Università degna, che dico!, di una vita degna.

Pensi il lettore.

__________

[*] “Tutte le poesie”, Meridiani, Mondadori 1977, p. 609.

Milano, 17 settembre 2008

 

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