L’ECCEZIONE FA LA REGOLA

Sabato domenica 12-13 luglio 2008
in anno 151 post Freud natum

 

Lettura di:

S. Freud
Psicopatologia come eccesso
OSF passim

Io sono un eccesso e come virtù, scrivevo recentemente (“Integrazione”, 2 luglio):
supplemento alla natura, come lo è il pensiero (che chiamo “di natura”, ma non riprendo tutto da capo).

“Uomo” significa eccezione (alla natura), nel bene o nel male:
in questo non c’è manicheismo, parità di bene e male, perché l’eccezione è il bene, nel bene e nel male.

L’eccesso, l’eccezione, non conferma la regola ma la fa:
il pensiero è legislativo, – la legge è l’eccesso nella natura -, anche nel male, ossia non c’è vuoto di legge
lex non facit saltus, dico rinnovando un antico adagio -:
mantengo la mia tesi stabile che la vita psichica è vita giuridica,
o antigiuridica nel senso di legislazione antigiuridica.

Eccesso e eccezione significano che ha torto marcio Dante nel definire l’uomo “animal” quand’anche “grazioso e benigno” (Inferno 5, 88), rincarando con “fatti non foste a viver come bruti, / ma per seguir virtute e canoscenza” (Inferno 26, 119-120):
nell’uomo c’è materia biologica, non animale (né “bruto”, sinonimo):
la legge di tale materia è soltanto umana anche nel peggio, non ha una legge inferiore (animale):
le leggi biologiche (non “animali”) non sono in discussione almeno nella salute, dalla quale vengono rispettate, mentre nella patologia vengono, diciamo così, dispettate.

Il male patologico serve anch’esso l’eccezione:
con la differenza che la patologia è eccesso su eccesso, eccesso di troppo, che censura e esilia l’eccesso:
malgrado ciò, la patologia resta preziosa malgrado tutto, perché conferma la regola che l’eccezione fa la regola.

Nella mia prima formazione già nell’infanzia, l’uso e abuso dell’aggettivo “soprannaturale” era massimo, lambendo il noioso e il comico insieme:
perché l’uomo è il soprannaturale positivamente riscontrabile
(non avevo mai condensato tanto bene Freud).

Ma ribadisco, per saperlo ci basta la psicopatologia:
che cosa c’è di più soprannaturale dell’isteria?, e di più spirituale?:
l’aggettivo “spirituale” è sempre stato la bacillocultura di tutte le patologie.

Del Cristianesimo continuo a apprezzare, non che predichi il soprannaturale e lo spirituale (non gli ha giovato), ma che predichi che “Dio” stesso si è fatto soprannaturale cioè uomo
– dovessi anche considerarlo come la predicazione di una leggenda, ma una leggenda razionale, e per di più freudiana -,
e che lo ha fatto come proprio profitto, ossia appunto eccesso
(è domenica, nonché sabato, ma non faccio il Parroco, e neppure il Rabbino).

Milano, 12-13 luglio 2008

 

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