LE DONNE NON HANNO L’ANIMA

per loro fortuna!, ma è una fortuna che dura poco.

In principio le donne non hanno l’anima (antica discussione):
per la verità, in principio non l’ha nessuno, ossia il bambino (di ambo i sessi) non ha l’anima:
in principio ha ben altro e ben di meglio, ha λόγος, ragione, principio e di piacere (vedi “λόγος”, 3-4 maggio).

É la donna-figlia a passare per prima, sventuratamente, all’anima (solo poi toccherà all’uomo):
non ad averla ma  a esserla:
a essere l’anima o oggetto della madre, come figlia identica all’uomo insoddisfacente della madre, identificata a questo Ideale d’uomo (spesso con correlato domestico molto reale), figlia innamorato della madre:
è l’essenza dell’innamoramento, fondato sull’insoddisfazione, agenzia pubblicitaria dell’insoddisfazione.

Questo “La Madre”, a sua volta, non lo è perché ha figli
– di cui dissimula per quanto possibile il concepimento con quel certo uomo -,
bensì perché ha decretato (dico “Decreto”) l’uomo come insoddisfacente, magari empiricamente confortata in questo decreto dall’esperienza con uno o più uomini a loro volta in tempo di crisi
(ho scritto di ciò in “Insoddisfazione: attualità e tradizione” del 19 giugno).

A ulteriore documentazione (la cui messe ricopre il mondo), riferisco un lapsus appena sentito da una giovane donna sposata:
“Sono di un’altra”, invece della virtuosa asserzione “Sono di un altro”.

Quanto descritto si può applicare anche al figlio maschio:
l’isteria non è femminile salvo egemonia.

Quel decreto, come dalla più alta Sede legislativa, si chiama Isteria:
il problema della cura dell’isteria è di come uno, o una, possa trovare desiderabile, profittevole, il rinunciare a una sì alta attività legislativa (dalla quale ha tutto da perdere).

Poi, e solo poi
– cioè l’orgogliosa sconfitta femminile precede -,
l’anima o prima patologia viene avocata sul versante maschile (senza accorgersi che ne partiva):
si colloca qui il démodé “anima mia” detto a una donna, démodè linguisticamente ma non concettualmente.

Ho parlato di isteria, ora dovrei parlare di nevrosi ossessiva:
tanto virile, anche in una donna, salvo egemonia maschile.

Solo per finire:
l’uomo che si innamora della donna-anima è omosessuale, innamorato dell’uomo insoddisfacente incarnato in una donna.

Seguirebbero molti capitoli e paragrafi.

Milano, 4 luglio 2008

 

Su questo sito molte funzionalità sono rese possibili dall’uso di cookie (tecnici o di terze parti) che vengono installati nel Suo dispositivo.
Per l’uso dei cookie di terze parti abbiamo bisogno del Suo consenso: per sapere quali usiamo e come gestirli può leggere la nostra COOKIE POLICY e decidere liberamente quali attivare o come bloccarli; in questo caso alcune funzionalità potrebbero non essere più disponibili.