ΛΌΓΟΣ E DONNA

Sabato domenica 5-6 luglio 2008
in anno 151 post Freud natum

 

Lettura di:

S. Freud
Sulla donna
OSF passim

Rileggendo l’articolo di ieri,  trovo felice l’espressione “l’orgogliosa sconfitta femminile”:
sconfitta non è fallimento:
l’amore – non narcisistico né oblativo – non cede alla melanconia.

A tutti gli psichiatri del mondo invierei la Trilogia leopardiana su “La Donna” in quanto ideazione delirante paranoica:
l’Autore stesso la chiama, con un linguaggio degno della buona Psichiatria descrittiva del passato (distrutta da quella attuale), “pensiero dominante”.

Isolo alcuni versi di “Aspasia”:

A quella eccelsa imago
Sorge di rado il femminile ingegno;
E ciò che inspira ai generosi amanti
La sua stessa beltà, donna non pensa,
Né comprender potria. Non càpe in quelle
Anguste fronti ugual concetto.

Non si tratta di misoginia leopardiana, bensì di una residua fiducia nel “femminile ingegno”, perché non a questo inerisce (“càpe”) “ugual concetto” (il pensiero delirante, l’“eccelsa imago”), bensì a quello maschile, angusto al quadrato:
il che fa escludere che un uomo nella restrizione del suo λόγος possa servire a qualcosa.

Ricito J. Lacan:
“L’uomo è il sesso debole riguardo alla perversione”.

Da qualche tempo mi ritrovo missionario dell’uomo.

Milano, 5-6 luglio 2008

 

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