“MI HA CHIAMATO UN’IDEA!”

É stata bene raccolta e poi riformulata da Vera Ferrarini una frase del film “La meglio gioventù” di Marco Tullio Giordana,
che riformulata a valle suona:
“Mi ha chiamato un’idea!”
pronunciata in siciliano da un bambino, in cui mi riconosco perché da bambino avrei potuto dirla io come molti altri.

La frase del film è a monte, un monte con difficile discesa a valle:
allo zio che gli narra che aveva proposto al padre (morto) di andare a Capo Nord, il bambino replica:
“Erano idee che lo  chiamavano”.

La differenza tra le due frasi è le nostre vite, dico le nostre vite che confondono tra complesso (sano) e complicato (patologico).

La frase a valle designa un eccitamento (Capo Nord) come buona idea (dell’eccitamento parlo così da tempo), e l’eccitamento come vocazione.

É ciò in cui Platone ci ha fatto del male, sostituendo la sua “Idea” alla buona idea in cui consiste l’eccitamento come chiamata, messa in moto:
un eccitamento che ha origine nelle sensazioni, o anche in idee precedenti sì, ma che a loro volta trovavano fonte nelle sensazioni (penso di non essere soltanto aristotelico).

L’Idea platonica è il “fantasma” di cui si parla in psicoanalisi, e l’esperienza umana documenta che non c’è bruttura che non possa venire arruolata nella “Bellezza” platonica (da “Portiere di notte” a “La vita è bella”).

Nell’animale l’eccitamento non è mai un’idea, né buona né cattiva:
è  tutta la differenza.

Così individuato l’eccitamento, la fonte ricorre due volte:
passivamente nell’eccitamento come vocazione (realtà esterna sensoriale), il Drang freudiano o “spinta”,
attivamente nella Quelle o “fonte” in cui l’io prende posto (guarigione) assumendo la chiamata come inizio di autonomi traffici (resto un economista impenitente),
mentre nella patologia l’io, duro come il ferro, non riconosce una fonte fuori e prima di sé, per cui è o iperattivo, o negativista, o l’alternanza delle due cose.

Se c’è un errore antico e odierno, un errore feroce, è la sostituzione dell’eccitamento-vocazione con il modello dell’attrazione del magnete (“magnetismo animale”-spirituale: tutti mesmeriani, non si salva neanche Dio):
attrazione bassa o alta poco importa,
l’esito è l’occultismo (con opposte varianti, religiosa e laica, complici anche nella disputa).

Applicata all’eccitamento proveniente dalla differenza dei sessi, la Teoria dell’attrazione è pura diffamazione dei sessi ossia di uomini e donne, con la scusante della banalità (ah la gioventù, la meglio gioventù!: ma il film non fa confusione):
cose da selvaggi!, che non esistono e infatti il “selvaggio” è una categoria dello spirito fra le peggiori:
il bambino, sempre diffamato come buon selvaggio, nella frase riferita (ambedue) è un prototipo di Civiltà.

Milano, 12 maggio 2008

 

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