1° MAGGIO A MAGGESE

Ho cercato di captare il sentimento che prevale in me di questi tempi, e per designarlo ho ritrovato questa parola, “maggese” (da “maggio”):
designa un terreno indurito, impoverito, infestato, che viene lasciato riposare per rielaborarlo, prepararlo a una coltivazione successiva, rendendolo soffice, libero dalle infestazioni, arricchito di sostanze nutritive, e soprattutto disponibile alla penetrazione di acqua:
ho il sentimento di uno che lavora a maggese.

Si tratta di terra arida, ma non della terra desolata, waste land, eliotiana:
la desolazione di T. S. Eliot è stata per tutti una grande tentazione adolescenziale.

L’uomo desolato eliotiano non lavora, nella desolazione piange e attende fisso, rimugina ma non lavora né d’altronde prega, e dal suo “profondo” non dissodato obietta:
non siamo affatto degli hollow men, gli uomini vuoti di Eliot:
si sbagliava, siamo pieni, strapieni, ingozzati di pensieri di troppo, Idee o Ideali, Teorie, Oggetti-obiezioni, zizzanie infestanti il terreno e il grano che crescerà:
lo hollow man è svuotato solo dell’imputabilità, e per questo impoverito.

Tutto il nostro mondo è terreno arido in tutti i  campi, con tutti gli indici economici in discesa:
economici in senso corrente, come pure in ciò che chiamo economia psichica (Freud), i cui indici non sono senza decisivi effetti su quelli:
trattiamolo a maggese.

É ciò cui sono dedito, non da solo:
non saprei con quanto successo mondano, ma in posizione di vantaggio a paragone di un mondo fallimentare, generalmente contrassegnato dal ripetersi coatto di vecchi modelli o teorie che a ogni tornante ne perdono un pezzo (di terra):
l’automatismo di ripetizione freudiano (Wiederholungszwang), l’“ancora” lacaniano, rimane l’unica legge che regge il mondo arido.

É facile osservarlo:
è un mondo in cui non un solo pensiero viziato, cioè antieconomico, è correggibile:
basterebbe correggerne uno per correggerli tutti, ma la censura è sistematica e occhiuta:
nel suo orgoglio fallimentare si crede furba.

Milano, 1 maggio 2008

 

THINK!

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