I QUATTRO STATI DEL (…) , E LO PSICOANALISTA

Ciò che sto per scrivere non è “da psicoanalista” (denuncio l’errore più comune) e non riguarda i sessi (un aspetto del medesimo errore).

In una brillante seduta di pochi minuti fa, la mia cliente ha raccolto in un unico elenco quattro pensieri, nella modalità del “sogno”, in cui “Il …” (mi sono già servito di questi puntini, 25 marzo) compare in quattro stati diversi:
1° isolato, come un obelisco nella campagna, 2° come mostruoso fenomeno priapico sul corpo del compagno, 3° come organo in dotazione al proprio stesso corpo (in un atto sessuale imprecisato quanto al corpo su cui veniva esercitato), 4° come evidenza di mancanza nel corpo di un’altra donna, come si dice che qualcosa brilla per la sua assenza (per esempio come quando in una stanza è stato tolto un mobile della cui precedente presenza sono rimaste vistose e precise tracce):
nei quattro casi, che cosa è la “cosa” dell’elenco, che annoto con “…”? (vedi il PS).

Ma prima, che c’entra lo “psicoanalista”? (le virgolette significano che la parola designa un’incognita da risolvere):
infatti la precedente lista – di presenze di non esistenze – è redigibile da chiunque abbia la facoltà osservativa e descrittiva in dotazione a tutti:
allora lo psicoanalista è semplicemente uno che esercita una facoltà o competenza comune a tutti, ma che il Signor Tutti, Herr Omnes, non esercita per rinuncia alla facoltà:
lo psicoanalista è un luogo-tenente, tiene il posto (facendone due, ma non ricomincio da capo) di una facoltà rinunciata.

Se proprio-proprio, la competenza dello psicoanalista, in attesa che diventi di tutti, è logica (c’è logica pato-logica, ignota ai logici):
essa riguarda l’agente astratto (ormai chiamato Oggetto) che esautora il pensiero dalla propria competenza come pensiero:
una competenza che ho imparato a definire come “sapere chiamare le cose con il loro nome” (ho ereditato questa frase da J. Lacan: “Il faut appeler les choses par leur nom”).

PS

Solo in Poscritto riprendo sui sessi, però come “con la mano sinistra”, per rispondere alla stupida malintenzionata accusa di “pansessualismo”, che deriva da patologia e moralismo ma che questi paranoicamente ribaltano sull’altro:
al contrario la psicoanalisi castra, castra l’astratto Oggetto “sessualità” nel pensiero, il nemico dei sessi, ossia l’imperativo che ci rende pazzi di sesso (per “sopravvalutazione” scriveva Freud).

Nei quattro stati suddetti, che c’entrano i sessi?, quale è la “cosa” dei “…”?:
c’entrano come Idea delirante, che ha sì un rapporto con i sessi, ma quale?:
quello del renderli de-sessuati, assenti in una presenza delirata, componente della vite quotidiane “normali” (deliriamo senza saperlo):
i puntini (…) non denotano pudore né il sexually correct:
denotano non i sessi ma l’Obiezione alla differenza dei sessi, sono asessuati (J. Lacan scriveva “a-sexués).

Le morali sessuali rinforzano questo stato di cose, anzi non di cose ma di Idee, e per questo non sono mai riuscite a essere morali.

La frase corrente “Non mi intendo di psicoanalisi” significa “Non mi intendo” e basta, è un’inconfessata confessione.

Milano, 2 aprile 2008

 

Su questo sito molte funzionalità sono rese possibili dall’uso di cookie (tecnici o di terze parti) che vengono installati nel Suo dispositivo.
Per l’uso dei cookie di terze parti abbiamo bisogno del Suo consenso: per sapere quali usiamo e come gestirli può leggere la nostra COOKIE POLICY e decidere liberamente quali attivare o come bloccarli; in questo caso alcune funzionalità potrebbero non essere più disponibili.