“NON ESISTE … !”

Sabato domenica 29-30 marzo 2008
in anno 151 post Freud natum

 

Lettura di:

S. Freud
L’Io e l’Es. L’Io e il Superio (ideale dellIo)
OSF IX

Nota espressione corrente per designare qual“cosa” che neppure va presa in considerazione:
che errore!, equivale a privarsi della difesa dall’insulto della non-esistenza.

Di non-esistenze schiaccianti non faccio che parlare da tempo:
sono gli Oggetti, tanto più contundenti quanto più sono Ideali (ne ho appena stilato una lunga lista in “Istituzioni del pensiero”).

Tutta l’esperienza, e sottolineo esperienza, depone per non-esistenze che picchiano duro, come e più dell’invasore.

“Superio” è il nome escogitato da Freud per la superiorità di questo inferno dell’Oggetto, che umilia l’io nell’incompetenza, incompetenza su verità, realtà, beneficio, e beneficio in quanto giudice di verità e realtà senza “epi-stéme”:
con questo nome ha inaugurato una scienza dell’Oggetto.

Poiché queste non-esistenze abitano il pensiero benché nell’usurpazione, abbiamo almeno l’occasione per scoprire ulteriormente il singolare interesse del pensiero stesso, doppiamente umiliato dalla negazione della sua umiliazione.

Freud non avrebbe potuto essere ateo (né d’altronde teista), cioè schierarsi con una non-esistenza, contundente e impoverente non meno dell’antiquato “Dio lo vuole!”
– l’Oggetto è ciò in cui il laico moderno è fallito, o anche:
la riuscita del laico è ciò per cui esisterebbe una modernità come categoria storiografica ancora da costruire, la cui pelle d’orso è stata venduta troppo presto -,
invece era patrista (Padri e Patristica a parte), ponendo con ciò la questione, inevasa e neppure posta dai Padri stessi, del significato e del senso di “Padre”.

Milano, 29-30 marzo 2008

 

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