L’INQUINAMENTO DA PUREZZA

“La Purezza” ideale è l’inquinamento più grave perché è incantevole:
l’ingannabilità è da incantamento (parola dantesca non esplorata), come dire malocchio:
per fortuna il dire popolare dà “incantato” per bloccato, fissato, paralizzato.

Ognuno può stilare la lista delle Purezze che ha incontrato:
la prima metà del Novecento è stata una costante apologia della Purezza ideale, ma due guerre non sono bastate a lavarne l’onta;
c’è la purezza sadica e feticista dell’amore cortese;
e la purezza sadica della formazione reattiva;
l’assoluto è puro;
c’è la purezza dello stato inorganico della morte della pulsione;
ma è pura anche una fogna, considerata chimicamente cioè scientificamente (ontologicamente?: domanda per amatori), e non penso che ci salverà un’etica della fogna;
l’assoluto è puro;
i bambini sono ontologicamente puri (commento di Freud: “Per loro la via della purezza è ancora tutta da percorrere”);
la purezza morale kantiana, o l’agire ma anche pensare per puro dovere, è il massimo inquinamento, incantamento, inganno.

Interesse e passione sono impuri, troppo facilmente imputabili dal Tribunale della Purezza (Kant se ne è approfittato astutamente).

La purezza ideale non distingue profumo da deodorante.

Al principio della serie delle “purezze” incontriamo la purezza dalla differenza dei sessi.

Tutte le “purezze” sono obiezioni di principio alla … purezza, quella dell’atto alimentare così come di ogni altro atto anche sessuale, purché meriti (imputabilità) il nome di “atto”.

Milano, 14 marzo 2008

 

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