L’ESISTENZA DELL’INESISTENTE(-OGGETTO): IL MALOCCHIO

É un argomento facile, senza Filosofia professionale sull’esistente, l’essere, l’ente…

Il malocchio non esiste
– do qui per scontato un po’ di Illuminismo della vita quotidiana, o buon senso -,
ciò non toglie che comunque esso è definibile:
è uno sguardo (Oggetto) con intenzione maligna (infarto, paralisi, altre malattie).

Non solo è definibile (come gli unicorni che non esistono), ma sotto certe condizioni è anche efficace come se esistesse:
la condizione è quella di “crederci”, con virgolette che commenterò subito:
e l’Oggetto-malocchio fu (prodotto).

Il “credere” di cui si tratta non è religioso bensì magico (ma le religioni faticano a distinguersi),
un pensiero di efficacia da causa-effetto però senza pensiero scientifico (la causa è occulta):
per contrarre una malattia magicamente bisogna essere nevrotici, ossia nutrire un pensiero che configura la malattia stessa come un beneficio eventuale (una carta d’identità o un pass):
magari dei nevrotici a buon mercato, meno esigenti di quelli che il sintomo somatico se lo cercano con cura, mentre nel malocchio basta una malattia decisa altrove:
di mercato si tratta, e la magia, cioè una Teoria, offre la sua merce alla domanda patologica.

Per afferrare questo mercato l’Illuminismo non basta (sto affrontando un dibattito longevo):
tanto meno in quanto l’albero del Malocchio nasconde la ben peggiore foresta del Buonocchio, che è il Malocchio della foresta incantata dell’Oggetto:
ne ho appena fatto una lunga lista tutto sommato empirica ossia raccolta dall’esperienza (in “Istituzioni del pensiero”, 1° numero della Rivista dello Studium Cartello):
“Grandezza”, “Bellezza”, “Amore”, “Università”, “Televisione”, “Sessualità” … , fino a ventiquattro Oggetti (elenco non finito: uno, nessuno, centomila).

È antico pensiero magico quello di un Eros (inesistente, non “mitico” così come non lo è il Malocchio) che dardeggia l’innamoramento come fulmine a ciel sereno.

Il Buonocchio è il Malocchio dell’intelletto.

Ne ho parlato come del panoptikon dell’Obiezione all’esperienza e alla lingua unite nell’atto, che deruba l’esperienza come Banda Bassotti dell’Ideale opposta al legale che promuove l’esperienza.

Anche l’Oggetto, senza volto con cento volti, è tutto un prodotto, basta saperlo:
non è “il Maligno”, a condizione di una inquiry logica del mercato dei prodotti e delle offerte.

Il nostro mondo non è poi tanto religioso (anche nei settori in cui lo è ufficialmente), né scientifico se non con copertura tecnologica, abitata da Laser e Jedi:
è sempre più magico, Oggettivo, su base patologica.

Milano, 6 marzo 2008

 

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