LA LISTA S-COMPAGNATA

Si dice bene “Ti sei fatto mettere nel sacco!”, o in lista, o in barca, o in riga:
ho appena commentato che “la stessa barca” significa la barca della patologia, e c’è chi lo ha teorizzato:
la Patologia è la lista stessa, suddivisa poi in varianti (tipologia).

Barca, sacco, lista o riga, la sua abborracciata unità come insieme è una Causa astratta, che difendiamo fino a non poterne più, ossia quando la barca affonda:
viviamo di Causa, e questo Oggetto è il nostro inferno frivolo (maniacalità temperata della vita quotidiana);
non solo ne viviamo ma la facciamo, e infatti “fare causa” significa fare lite, manifesta già nel nostro ordinario fastidio (un affetto non bene esplorato).

All’inizio della lista si rintraccia di regola il suo istitutore o istitutrice (più frequentemente la madre, vedi “madre-bambino”), ma solo come astratto motore immobile di questa transizione oleosa.

La mia vita non è né ha una lista, neppure se fosse regolatissima in orari e abitudini fino alla regola monastica:
rammento con piacere il bambino che ero, e cerco di essere in secondo tempo e grado, che il mattino scendeva in strada o piazza per raccogliere idee, spunti, eccitamenti, che mi iniziassero al movimento quotidiano
– ho avuto la fortuna di essere un bambino di strada, e mi riconosco debitore ai miei genitori di non avermelo impedito -,
un inizio senza niente di iniziatico (proprio come la psicoanalisi);
insomma iniziavo, certo non io solo, la mia vita da eccitamenti senza l’ostilità e chiusura iniziale della causa, anche se poi non è andata per il verso giusto.

Più tardi scoprivo che anche i miei sogni, ossia certi miei pensieri, mi fornivano materiali trattabili come quelli esterni, senza conflitto tra dentro e fuori.

Non c’è limite all’eccitamento, salvo imporglielo per il fatto di non elaborarlo, il che fa il paranoico.

Non si esce da una lista per entrare in un’altra:
si passa all’Universo alluso già dall’illimitatezza degli eccitamenti, la cui elaborazione lo genera.

Un compagno si incontra sulla via della loro elaborazione per una conclusione:
la lista è s-compagnata.

Milano, 4 marzo 2008

 

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