QUESTO BLOG

Con questo Blog sono passato dall’analisi precedente sul divano del mio analista, quattro sedute la settimana, all’analisi giornaliera-giornalistica, senza più divano, sei sedute la settimana.

Ecco il passaggio (questa parola è rilevante in tutta la storia del pensiero).

Intendevo con ciò dare l’esempio (dire il “buon” esempio è pleonastico) di un’analisi terminabile (nel tempo) in quanto conclusa (concetto della logica) e non interrotta:
lo è nel passaggio all’analisi interminabile, e con soddisfazione perché, di volta in volta o giorno per giorno senza il nichilismo dell’“Eternità”, c’è una conclusione:
anche aperta al lavoro altrui, ecco la distinzione tra seminare e raccogliere, con soddisfazione a due almeno:
senza la paranoia quotidiana (nevrotica), prima che militante (psicotica).

In questo passaggio non c’è più narcisismo
– con il suo fetore che nel migliore dei casi è deodorato, e dei deodoranti propongo una classificazione: quelli comuni, gli Ideali che tolgono autorità al naso, la morte come riduzione allo stato inorganico, privo di fetore come la cenere o la sabbia -,
perché solo il lavoro produttivo – di materia prima – e con partner – intervento altrui sulla materia prima -, è esente dal narcisismo:
ciò può accadere in quella che ormai chiamo Istituzione del pensiero.

Distinta dal suo avversario, l’Istituzione dell’Oggetto come la Fiera del narcisismo, che lascia il puzzo in basso deodorandolo in alto:
ma i miasmi salgono ugualmente, almeno nel Cielo infernale dell’Oggetto che se ne alimenta (“Dio che naso!”).

Nelle analisi sul divano si è invitati a produrre materie prime (le “libere associazioni”) elaborando eccitamenti raccolti da ogni dove (non c’è introspezione, né assumere “Sé” come oggetto del discorso).

Oggi e da tempo faccio lo stesso senza divano ma, come su questo, senza imporre limiti, omissioni, sistematizzazioni previe (fonte di limiti e omissioni) ad alcun eccitamento o buona idea.

Delle religioni apprezzo senza riserve la preghiera quotidiana, ossia un tempo devoluto a un Ordine che non è di necessità, neppure patologica:
ho definito Primo diritto questo altro Ordine, la cui esistenza non attende né una rivelazione né la sua falsificazione:
esso esiste ogni volta che vado a un appuntamento, o lo provoco, con osservanza e devozione (per l’appuntamento stesso, che altro?).

Vero che esiste anche il pregare ossessivo (nelle formule e negli individui), ma così come esiste il mangiare e il lavarsi ossessivo, il che non li rende ossessivi come tali:
questo pregare è anch’esso è un lavoro, dunque correggo l’antico ora et labora in labora et labora.

C’è qualche preghiera che raccomando anche ai miscredenti, ma piuttosto che farne menzione ne propongo una nuova:
sarebbe pregare il  recitare ogni giorno “Wo es war soll ich werden”, che verifica ogni preghiera:
la verifica come appartenente all’Istituzione del pensiero.

Milano, 18 febbraio 2008

 

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