“DIRITTO ALLA VITA” E IL FUTURO ANTERIORE

Non esiste “Diritto alla vita”, come non esistono “due diritti in conflitto, della donna e del concepito” (G. Zagrebelsky, Repubblica 28 gennaio).

Dal minuto dopo la fecondazione, fino a un tempo che non provo a determinare (nulla a che vedere con la distinzione embrione / feto), non esiste alcun “diritto alla vita” semplicemente perché non ne esiste il titolare (“persona”):
tale espressione è altrettanto inconsistente (anche nel significato di contraddittoria) di quella del genitore che dice al figlio “Ti ho dato la vita”:
perché all’epoca non c’era nessuno cui darla, o peggio “donarla”;
questa “bella” parola è un esempio di formazione reattiva, perché implica:
“Come potevo dartela così posso togliertela”, o “Come ti ho fatto così ti disfo”.

Il Signore biblico ha dato l’esempio:
l’episodio del sacrificio di Isacco interessa per il suo finale, la proibizione del sacrificio:
il Signore implicitamente rimprovera Abramo (che non loda affatto per la sua “obbedienza” se non nel secondo tempo) di non avere preso la stessa posizione lui stesso;
idem per l’episodio del Diluvio universale, il cui senso è l’impegno finale del Signore a non fare più una cosa simile;
prima del sacrificio Isacco, benché ormai grandicello, è disconosciuto da Abramo come titolare del Diritto del sarà-stato:
e anche il Signore ne è trattato come uno da “Come ti ho fatto così ti disfo”, come dire che a lui è concesso di essere abortista a esclusione di tutti gli altri.

Continuiamo a non conoscere i tempi del verbo, in questo caso il futuro anteriore “sarà stato”:
è il solo tempo del verbo “essere”, e anche del suo sostantivo, che gli conferisca un senso evitandogli la staticità del puro presente (“è”), l’aleatorietà o illusorietà del futuro semplice (“sarà”), e la deriva nell’occultismo:
una deriva verificabile nella storia del pensiero filosofico, religioso. morale, psicologico.

L’embrione (o il feto) sarà-stato titolare:
l’omicidio a qualsiasi età è tale perché colpisce il titolare:
nel caso dell’embrione lo si colpisce nel suo insignificante ma sensato (“sarà stato”) pre-testo biologico come premessa indiscutibile al titolo.

Poi nella malandata vita – malandata nella titolarità anzitutto propria – si continuerà nella pratica abortista, concernente il titolo, verso bambini, giovani uomini (detti abortivamente “ragazzi”), coetanei, facendo colare non solo il sangue ma il pensiero, che è ciò che fa titolo.

Un celebre paranoico (Schreber) ha scritto la parola non paranoica “Seelenmord”, che traduco “omicidio del pensiero”:
anche l’Anima platonica è omicida del pensiero, dato che non pensa affatto e de-testa il pensiero.

Milano, 4 febbraio 2008

 

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