L’ESSENZIALE E IL FIGLIO AUTISTICO, O IL POTERE DELL’INESISTENZA

Questo sostantivo assolutizzato, “L’Essenziale”, ha ossessionato la vita mia e dei miei coetanei nella prima giovinezza.

In esso ogni figlio può solo essere un autistico, basta che sia “Figlio” senza altre determinazioni:
poi, di fatto, può bastare fabbricarne uno solo, “per la bandiera” come si dice.

In un vecchio film, “Bloody mama”, i quattro figli sono tutti autistici:
tutti sono esclusivamente professionisti dell’omicidio come la madre capobanda, per il resto sono dei perfetti idioti (Fachidiot significa idiota professionista).

Ma perché volere un Figlio assoluto?:
per colmare una Mancanza assoluta.

Ecco una serie di tre Oggetti inesistenti ma efficaci,
il cui potere è quello del sangue che ci succhiano come sanguisughe (i Vampiri sono più onesti, inoltre hanno esistenza, letteraria intendo):
L’Essenziale, Il Figlio, La Mancanza (come si vede le maiuscole si sprecano).

Una donna non manca di nulla:
il suo apparato genitale corrisponde embriologicamente punto per punto a quello maschile.

“Mancanza” designa un’idea delirante (come “nudità”):
per fortuna non basta un’idea delirante per fare uno psicotico, come non basta essere psicotici per essere casi psichiatrici (questi sono minoranza rispetto a quelli).

Nell’Oggetto-mancanza – ripeto che “Oggetto” significa la fonte astratta da cui prendere ordini, Quartier generale, che guardo affinché mi ri-guardi con i suoi comandi -, non si potrà che… mancare in ogni senso della parola:
quello nevrotico (“non vengo”), e quello criminale.

Milano, 10 gennaio 2008

 

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