UOMO INGANNABILE

A parte l’homo erectus, l’homo sapiens eccetera, l’homo esiste come ente ingannabile:
da millenni lo si inganna fin dall’infanzia, ma non c’è stato Filosofo che lo abbia annotato, continuando a diffamarlo come “animal” foss’anche “grazioso e benigno” (Dante).

Ingannabile lo è non come animale benché razionale
“uomo” significa niente di animale:
ma millenni di bestialità intellettuale, anche di celebri Filosofi, confermano ciò che dico, che è un ente ingannabile fino a credersi animale.

Però il fatto che esiste come ingannabile, malgrado tutto non è una cattiva notizia quantunque drammatica:

1° perché ciò significa che potrebbe anche non essere ingannato, anche se non conosciamo eccezioni,

2° e soprattutto che, a partire dal suo essere ingannabile, il suo rapporto con la verità passerà tutto per l’imputabilità (dell’ingannatore).

Donde il Tribunale Freud.

Fine della “Verità” come Oggetto di contemplazione, esente dall’imputabilità.

Il libro della Genesi è con me, non con Platone.

Platone, il grande Ingannatore con i suoi Oggetti sublimi (Bene, Vero, Bello), non potrebbe essere contento di ciò che scrivo:
odiava l’imputabilità, e anche il lavoro (che concepiva come solo servile).

Noi Cristiani siamo stati cretini, tanto da farci ingannare subito da Platone (chrétien-crétin).

Milano, 15 novembre 2007

 

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