SI VIVE PER MANGIARE

Un padre che predicava ossessivamente – veramente: predicava – che si mangia per vivere e non si vive per mangiare, aveva la figlia anoressica:
e l’anoressia non perdona, si vendica, a partire dalla corretta premessa che il padre aveva torto anzi mentiva, perché invece si vive per mangiare:
quella dell’anoressica è una giusta critica divenuta però polemica a vita, una polemica che si ritorce contro sé stessa e contro tutti a un tempo:
è solo per questo che l’anoressia è una patologia.

Non sto predicando a mia volta, né contropredicando, anzi sto dicendo un’evidenza comune:
sorvolando per ora sul caso di coloro che sopra-vivono alla soglia di povertà, noi quando mangiamo, e più volte al giorno, non mangiamo affatto per vivere, non mettiamo neppure in conto il bisogno o fabbisogno alimentare, ma semplicemente sappiamo senza neppure pensarci che esso sarà colmato:
ossia, collocato il cibo nel complemento, mangiamo per supplemento cioè per il piacere di mangiare, viviamo per mangiare:
abbiamo delle preferenze, inventiamo perfino l’aperitivo.

Spingiamo la domanda fino a chiederci:
quale è l’aperitivo del mattino?, lo assumiamo?

Nel caso del mangiare il bisogno è biologico, e la materia sensibile è biochimica e chimica.

Insomma, con rapido linguaggio freudiano mangiamo per “pulsione” (orale), o principio di piacere, di cui il principio di realtà è semplicemente un aggiornamento, non una rinuncia.

Non compio un passo oltre ma mi mantengo allo stesso livello intellettuale, se dico che non si legge per studiare (complemento, bisogno sociale o professionale), ma che si studia per leggere (supplemento, principio di piacere):
si legge per profitto, e senza esami di profitto:
senza di che diventiamo gli anoressici del sapere né più né meno che gli anoressici del cibo.

Leggere è alimento non metaforicamente, né più né meno che il cibo.

Annotiamo la comunione tra mangiare e leggere:
non sono a livelli diversi, basso e alto, ambedue fanno l’uomo colto nel principio di piacere, poi di realtà:
cambia la materia sensibile, da biologica a grafica (ma non ho detto che ogni materia è sensibile):
se qualcuno vi diffama la parola colta “piacere”, interrompete la conversazione con lui:
non ho detto “uccidetelo!”, avrà anche lui il suo tempo, auguriamogli non millenario.

Da sempre si dice “basso ventre”, con equivoco tra pancia e sesso:
stupidi nevrotici che siamo!, ma solo perché li accomuniamo nel basso.

Ma il sesso ha un vantaggio sul ventre:
del cibo c’è fabbisogno (anche se quando mangiamo neppure ci pensiamo), mentre del sesso non c’è alcun fabbisogno:
quante volte l’ho paragonato allo champagne?, di cui non c’è fabbisogno alcuno.

Milano, 12 novembre 2007

 

THINK!

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Potrai ricevere ogni mattina il Think! del giorno.
Potrai gestire la tua iscrizione in modo autonomo e, se vuoi, cancellarti in qualsiasi momento.

Riceverai ogni mattina l'ultimo articolo pubblicato!
Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Potrai ricevere ogni mattina il Think! del giorno.
Potrai gestire la tua iscrizione in modo autonomo e, se vuoi, cancellarti in qualsiasi momento.

Riceverai ogni mattina l'ultimo articolo pubblicato!
Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Su questo sito molte funzionalità sono rese possibili dall’uso di cookie (tecnici o di terze parti) che vengono installati nel Suo dispositivo.
Per l’uso dei cookie di terze parti abbiamo bisogno del Suo consenso: per sapere quali usiamo e come gestirli può leggere la nostra COOKIE POLICY e decidere liberamente quali attivare o come bloccarli; in questo caso alcune funzionalità potrebbero non essere più disponibili.