L’ ORGONE E IL DOCETISMO

Reich pensava all’”Orgone” come a una unità dell’energia vitale sessuale data in tutta la natura, come Ideale o Oggetto estrapolato dal  nostro umano e pregevole (benché non per tutti) orgasmo.

A Freud piaceva poco che si compromettesse in tal modo la  sua “libido”, che nulla aveva a che fare con la libidine, in quanto era piuttosto un nome del pensiero in quanto fautore del rapporto,
con la sessuale componente logica detta “castrazione” (assenza di pretese sessuali), e con eventuale sanzione premiale anche sessuale:
non c’è rapporto sessuale, il rapporto, se è, precede:
ecco la castità psicoanalitica, che nulla ha da ridire contro l’orgasmo se non quando è assunto come Ideale o Oggetto:
che peraltro non favorisce l’orgasmo se non sottoproletario e perfino accattone, la camporella va già meglio malgrado le zanzare.

L’“orgone” era il nome reichiano per contemplare il Cielo dell’Oggetto:
abbastanza infernale, nel suo caso, da condurlo a morire in prigione per truffa, in Pennsylvania nel 1957, per i suoi “accumulatori orgonici” quali condensatori dell’“energia orgonica” (in forma di bare) capaci di curare anche i tumori.

Era un tipo dotato, W. Reich, ma era caduto nell’Oggetto come si direbbe cadere in palude.

Non era un truffatore bensì un truffato militante (come tutti più di tutti), nel suo caso per avere trattato l’orgasmo come Sommo Bene:
e in ciò era preceduto da secoli dalla Teologia, e Teologia mistica, che nell’orgasmo trovava il modello stesso del godimento di Dio:
per cui Dio sarebbe Uno che gode in eterno come un… pazzo,
e come godimento senza partner:
l’assenza di partner essendo assunta come criterio di moralità ontologica.

Reich è stato in fondo un Teologo secolarizzato (e inconsapevole).

La parola “orgone” dice bene che cosa è la celebre “concupiscenza”:
non il contingente, non necessario, ingiudicabile e fresco desiderio sessuale, ma l’orgasmo sublimato come Ideale, ossia una Teoria lesiva e imputabile:
ecco perché nel Vangelo la concupiscenza è imputata, ossia non la natura nelle sue inesistenti “inclinazioni”.

Ora dovrei passare al docetismo (nella sua sottospecie orgonica), per mantenere la promessa del mio titolo, ma sarà per un’altra volta:
resta che il docetismo (suggerisco di informarsi) è la più interessante di tutte le eresie, e in fondo l’unica:
esso ha un’infinità di applicazioni, molto pratiche e storiche e quotidiane, e non solo né anzitutto teologiche.

So di stare affrontando la massima questione dell’umanità:
se l’orgasmo non è il Sommo Bene, in che consiste la soddisfazione?, e ha senso chiederselo?

Milano, 29 ottobre 2007

 

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