DALL’ADOLESCENZA ALL’ADOL-ESSENZA

Da parte mia, questo è un gioco di parole quasi trentennale (“Lacan in Italia”, 1978).

Da un sogno recente è risultato che la ragazza “puzza” (vecchia storia, già Dante).

É possibile individuare con precisione l’epoca biologica individuale che dà pretesto a questo giudizio malevolo e odioso (anche nelle “migliori famiglie”):
è l’adolescenza in quanto ad-olescenza, dal  latino olescere cioè odorare, che per i latini significava profumare:
e ciò come semplice conseguenza gradevole del mutamento ormonale della pubertà (vale anche per i ragazzi).

Il nesso olfatto-sesso fa impazzire, fino alla maldicenza sul sesso con la mediazione dell’olfatto.

Se è il padre a operare la maldicenza, farà distinzione nella figlia tra dall’ombelico in su e dall’ombelico in giù.

Perversione, ma ancora popolare non militata.

Inizio del disamore con pretesto di amore sublime (il sopra del sotto).

É il Cielo della perversione, o dell’Oggetto (l’Amore sublime in questo caso)…

In fondo la pedofilia si allea al rimorchio, cioè in subordine a questa maldicenza:
lo fa regredendo al bambino come pre-ad-olescente ossia inodore (salvo che sia odore di m…,  e qui potrei citare per l’ennesima volta Platone),
ossia è meno imputabile della Teoria perversa che serve e applica.

Si dice che la gioventù è Ideal-ista, essenziale, ma ahimè non è una buona notizia:
e sto anche parlando della storia moderna delle Sezioni giovanili dei Partiti, e anche delle Chiese.

Più di tutti, è stato il Nazismo a fare uso politico micidiale dell’ adol-essenza (la Hitlerjugend).

Milano, 17 ottobre 2007

 

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