AMORE, IMPUTABILITÀ, TECNICA

Corso Studium Cartello 2007-08

 

Sta per iniziare il Corso annuale dello Studium Cartello.

Testo introduttivo e informazioni da oggi: www.studiumcartello.it .

Alcune parole per introdurne il senso, anche quello dell’insieme del nostro lavoro cioè un legame sociale (detto “Amici del pensiero di natura”).

Esso è già stato presentato nel modo migliore con una frase di Leopardi filosofo:
Non possiamo sapere né congetturare di cosa sia capace la natura umana messa in circostanze favorevoli” (“Zibaldone”, 4166).

Il medesimo senso di “circostanze favorevoli” è reso da Freud:
Le nuove generazioni, se educate con amorevolezza e ad avere grande stima del pensiero [sott. mia], avendo sperimentato fin dai primi anni di vita i benefici della civiltà, avranno certamente un diverso atteggiamento verso di essa, la sentiranno come il loro patrimonio più inalienabile e saranno pronte a sopportare i sacrifici, di lavoro e di soddisfacimento pulsionale, necessari per preservarla. Potranno fare a meno della coercizione e si differenzieranno poco dai loro capi [sott. mia]. Se finora in nessuna civiltà [sott. mia] sono mai esistite masse umane di qualità siffatta, ciò è dovuto alla circostanza che nessuna civiltà ha ancora trovato gli ordinamenti atti a [sott. mia] influire sugli uomini in questo modo, e fin dall’infanzia […]. L’esperimento non è ancora stato fatto [sott. mia]” (“Avvenire di un’illusione”, OSF 10, 438-439).

Noi, messi in circostanze sfavorevoli, diventiamo poi specialisti a renderle ancora più sfavorevoli, anzitutto economicamente (psicopatologia) in tutti i significati della parola “economia”:
anzitutto, restiamo nell’impensabilità di un’esperienza senza angoscia, o senza sedazione dell’angoscia (l’unica “felicità” concepita da millenni).

I due passi parlano, dopo l’Illuminismo che si illudeva anch’esso, di una Modernità ancora non avvenuta né pensata:
restiamo al… Medioevo:
è il senso del Seminario di J. Lacan “Ancora” (1972-73), che significa “Siamo sempre lì”.

Il senso del nostro lavoro, come persone prive di Potere, è l’elaborazione delle “condizioni favorevoli”, per uno e per tutti.

Tale senso merita anche il nome “vocazione” come usata da M. Weber (Beruf) per dire che il Capitalista è l’erede laico dell’ora et labora benedettino:
c’è un punto in cui mi distinguo da M. Weber, ma non sto scrivendo un saggio:
in breve, per M. Weber il laico è secondario, o “secolarizzato”, mentre per me è primario benché subito attaccato e ammalato nel pensiero.

In questo mio Blog dall’inizio di settembre non faccio che sostenere, e anticipare, l’idea che occorre risolvere Freud, e noi con lui, nella quaterna legale spinta-fonte-oggetto-meta, liberandoci dal Cielo infernale dell’Oggetto, per un nuovo ordinamento in cui al posto dell’Oggetto prevalgano partner-lavoro-pensiero-profitto, in modo che gli oggetti nella loro pregevolezza restino nella contingenza.

In questa nuova legge, l’“inconscio” non è più ciò che comunque era in quella vecchia, ossia pensiero:
pensiero sì ma diviso e rimandato e impotente, benché ancora valido in quanto indomabile nel suo eroismo sconfitto.

Con Freud l’eroe è il bambino – è il Piccolo Hans, non Achille nel suo stupido vanaglorioso eroismo -, non l’adolescente greco con il suo adol-essenzialismo pateticamente metafisico.

Il senso del nostro lavoro è anche un legame sociale, quello degli Amici del pensiero di natura come ordinamento di una Modernità.

Milano, 1 ottobre 2007

 

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