“VERUM CORPUS” IN MORTE DI PAVAROTTI

Al funerale di Luciano Pavarotti il tenore Andrea Bocelli ha cantato l’“Ave verum Corpus” musicato da W. A. Mozart.

Estrapolo dal significato patente, dogmatico, di “verum corpus” nell’Inno liturgico – quello di Cristo nell’eucarestia – il significato latente o concetto intelligibile, senza il quale perderebbe significato, con o senza fede, il dogma cattolico riducendosi a puro flatus vocis, o “significante” nell’uso lacaniano di questa parola.

Rinforzo ciò che dico rammentando che lo stesso J. Lacan dà “Padre” come il sommo significante senza significato:
il che rende vana ogni religione che al Padre faccia riferimento.

Perché abbia senso dire verum Corpus bisogna che sia pensabile un… vero corpo.

Ora, che cosa non è vero corpo è descritto con patetica perfezione da C. E. Gadda in “La cognizione del dolore”:
“[…] inturpito da una cagione malvagia operante nella assurdità della notte; e complice la fiducia o la bontà stessa […] Questa catena di cause  riconduceva il sistema dolce e alto della vita all’orrore dei sistemi subordinati, natura, sangue, materia: solitudine di visceri e di volti senza pensiero. Abbandono”.

Quando ho letto questa frase (“senza pensiero”) nel 1977, io già freudiano non l’ho più lasciata.

Gadda parlava del corpus vile, celebrato nell’espressione “in corpore vili”, ossia il corpo del medico.

E qui Gadda continua appena dopo:
“L’ausilio dell’arte medica […] dissimulò in parte l’orrore”.

In questo corpus vile non c’è verum corpus, ossia c’è solo un corpo da veterinario, che è il problema irrisolto del medico.

C’è verum corpus solo nel corpo freudiano, quello che ha come legge di moto una legge non esistente in natura, bensì metafisica o metapsicologica:
anche nella psicopatologia, anzitutto nell’isteria, viene asserito il verum corpus, a costo di pagarlo caro.

Se il corpo di Cristo era semplicemente “in carne e ossa” (ossia il corpo di Gadda), è tutta una storia fasulla e priva di interesse, ancora la vecchia storia platonica dell’anima o magari dello spirito sopra il corpo vile.

Il corpo “in carne e ossa”, o il corpo del medico, perfino peggiore del corpo degli schiavi, è ancora un corpo senza Habeas corpus, in stato di arresto illegale.

Tutto il Cristianesimo, e tutto il resto – e naturalmente la psicoanalisi – si giudica su questo punto.

Rinvio anche al mio precedente “La transustanziazione freudiana” del 21-22 luglio 2007.

Milano, 11 settembre 2007

 

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