SABBIA E SABBIE MOBILI

Parliamo ancora di sabbia, deserto, Beduini.

Nell’ottimo film “Lawrence d’Arabia” (basato su documenti storici), il Principe Feisal obietta giustamente a Lawrence che agli Arabi il deserto non piace affatto, a differenza dal romanticismo europeo, perché nel deserto non c’è niente.

A qualcuno può però capitare di trovarsi nel deserto, per forza o (ma può succedere?) per amore.

Se fosse per amore, sarebbe solo nel caso della scoperta della distinzione tra sabbia e sabbie mobili:
tra sabbia (non amabile) e le sabbie mobili dell’“Amore” astratto, ideale, superno, senza rapporto fruttifero.

É il caso storicamente universale della sabbia mobile “La Madre” che inquina la donna, insabbiandola.

É la per-fidia amorosa di cui appena parlato, tradimento, HIV dello spirito, attacco alla buona fede senza difesa.

La per-fidia è il primo delitto.

La corruzione libertina dell’amore (letteratura francese settecentesca) fa solo il verso alla perfidia pia, santa e sofferente, la peggiore.

La sabbia, o deserto, può diventare nuovo punto di partenza per il giudizio, ossia per diventare scienziato  della distinzione tra sabbia e sabbie mobili (dell’amore).

Forse diventerebbe finalmente e incipientemente concepibile l’amore, inconcepibile da millenni.

Continuo a coltivare un pensiero difeso dalla perfidia dell’Amore Sommo:
che chiamo “Pensiero di natura” come quel pensiero che ha il criterio, anche critico, dell’affidabilità, senza buona fede ingenua.

Milano, 12 settembre 2007

 

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