IN-CESTO”: L’AMORE SENZA L’OGGETTO “AMORE”

Rispondo al divano da fuori del divano.

“Incesto” – che ora prendo sul  versante della figlia – significa il pensiero di avere il proprio padre oppure fratello come partner o sposo:
dico sposo, non atto sessuale:
“sposo” – se significa qualcosa oppure non significa nulla – implica sì l’atto sessuale, ma come contingenza e non necessità:
l’implicazione è priva di obiezioni del pensiero in ambedue i versanti,
senza che “sessuale” abbia alcunché a che vedere con un istinto, così come bere champagne non è un istinto (ma a dire il vero conosco pochi capaci di analogare sessi e champagne).

Ma è vero che nella Cultura non esiste proibizione maggiore che quella dell’incesto (Freud), sempre accompagnata dalla sua idiota assenza di ragioni, che si riducono sempre e solo alla frase: “certe cose non si pensano nemmeno”.

Questa frase dice impensatamente bene che è questa e solo questa la proibizione:
non a farlo ma a pensarlo (è quasi comico rilevare ciò in persone di liberissimi costumi, anzi in “libertini” come De Sade).

Chi è il padre o il fratello? (sulla loro distinzione tornerò):
è il primo uomo incontrato (“Adamo”, e prima che Adamo diventasse scemo),incontrato nella non-obiezione di principio al rapporto,
e in particolare nella non-obiezione riguardo ai sessi (dovrò correggermi su “particolare”),
e con due posti a sua disposizione, di cui uno è il suo e l’altro quello di un partner di sesso differente.

Così descritto, l’incesto (padre o fratello) non riflette affatto i rapporti famigliari:
è una porta aperta sull’universo, senza limiti, prototipo di rapporto,
il partner incestuoso rappresenta l’universo della differenza dei sessi (non “L’altra metà del cielo”, universo diviso).

La proibizione dell’incesto proibisce l’universo, non una torbida o in-cestuosa relazione.

Ravviso una relazione da sondare di tutto ciò con la Filosofia nella sua plurimillenaria sorda incapacità di pensare il rapporto.

Noto che nell’incesto non c’è innamoramento, ossia il torbido – eccolo – Oggetto “Amore” presupposto, che trova un’applicazione nell’Ideale imperativo di “Amore famigliare”:
osservo da anni che il buon senso del Quarto comandamento non prescrive affatto di amare i genitori, ma solo di onorarli (anche quando non lo meritano).

L’incesto dà risposta all’amore platonico che è la Teoria omosessuale dell’amore:
solo l’amore incestuoso evita l’omosessualità (e la pedofilia).

Continueremo a chiamarlo in-cesto ossia non casto?:
secondo quanto detto, l’in-cesto è una virtù.

Milano, 6 settembre 2007

 

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