RECLAMARE IL CORPO

Una persona che ricevo mi ha proposto una nuova traduzione di “habeas corpus” di cui lei aveva sentito parlare da me:
al momento opportuno ne presenterò l’identità (non che ora io la nasconda).

La traduzione proposta è:
reclamare il corpo (la faccio mia).

In termini più astratti:
questo reclamare è un diritto che conferisce diritto cioè costituisce rapporto (non oggetto, neppure sessuale).

Poi e solo poi, a volte anzi contingentemente, può darsi il caso di reclamarlo anche sessualmente.

Ma pochissimi uomini sanno reclamare il corpo di una donna, intendo onorarla nel suo corpo:
riparleremo del corpo vile, “in corpore vili” riferito alla donna.

L’amore cortese credeva di onorarla perché la lasciava… perdere, cioè non la reclamava, ossia metamorfosava il non reclamarla in perversione.

Milano, 3 luglio 2007

 

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